Televisione. Stagione nuova, la zuppa di sempre

E’ una stagione televisiva atipica. Apatica. Stantia anche, quella appena cominciata, e lo è principalmente nella televisione generalista. Lo è perché nonostante la pausa estiva […]

E’ una stagione televisiva atipica. Apatica. Stantia anche, quella appena cominciata, e lo è principalmente nella televisione generalista. Lo è perché nonostante la pausa estiva sia durata più di tre mesi, si è ricominciato esattamente da dove la tv ci aveva lasciati: gli stessi programmi, le medesime pantomime, i rituali schieramenti nel talk show, il mescolare nel torbido della cronaca nera, la fiction di breve e lunga durata.

Il pubblico però sta dando dei segnali evidenti, tangibili ogni mattina alle 10,30 con la lettura degli ascolti: questa televisione non gli piace. Il telespettatore sembra proprio risentire della crisi economica e dell’instabilità politica anche nella scelta del suo consumo televisivo. E’ evidente ad esempio dal risultato di Enrico Mentana con l’intervista esclusiva a Valter Lavitola (mercoledì in Bersaglio Mobile, ndr): set spoglio, quattro giornalisti e Lavitola incorniciato di fronte ad una camera fissa per via del collegamento, che generava anche dei ritardi nel ritorno di audio, ma il pubblico non ha mollato un secondo, è rimasto per due ore e trenta ad attendere delle risposte. Alcune sono venute, ma soprattutto, e vivaddio, ci sono state le domande. Mentana è vissuto dal telespettatore come il “faro in una desertificazione dell’informazione”. Lo dimostrano anche i dati d’ascolto del suo tg, sempre in crescita, a dispetto di un Tg1 sempre in calo.

E poi ci sono le fiction, di solito terreno di enorme raccolta per Raiuno, quest’anno eccezion fatta per Don Matteo, sono state, ad oggi, un mezzo disastro. Nemmeno quelle di Mediaset hanno brillato.

E’ come se il telespettatore non volesse essere distratto: sceglie o l’’informazione che ritiene credibile, oppure si appassiona dei prodotti ben scritti che mescolano vita quotidiana e televisione, rassicurandolo. Mi riferisco a tutto il filone della cucina, a quello della casa, della cura del corpo.

La frammentazione portata dalla moltiplicazione dell’offerta dei canali con il digitale terrestre e Sky è ormai un dato assodato e sempre in crescita. Quindi la televisione generalista è tenuta a guardare questo dato dritto in faccia, prendendone atto, per rimboccarsi le maniche e lavorare sui programmi che davvero parlino ad un pubblico datato 2011. (Erika Brenna)

 

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