Nicolai Lilin e Gabriele Salvatores: L’educazione siberiana a Radio Deejay

Autore e regista raccontano com’è nato il film tratto da uno dei romanzi più venduti dell’anno, ai microfono di Deejay Chiama Italia.

L’educazione siberiana è uno strano tipo di “educazione”. E’ un’educazione criminale, ma con precise e, a volte sorprendentemente condivisibili, regole d’onore. Regole imprescindibili, regole da seguire, regole che sottintendono dignità.

Educazione Siberiana è anche il titolo del primo libro di Nicolai Lilin, in cui l’ autore racconta la sua infanzia e la sua adolescenza all’ interno di una comunità di “Criminali Onesti” siberiani, così come loro stessi amano definirsi. Il libro è stato pubblicato in 14 lingue, è distribuito in 20 Paesi nel mondo

Sinossi:

“Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell’ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli “sbirri” o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: “Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice”. La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. “Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi”. Ma l’apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d’imparare a essere un ossimoro, cioè un “criminale onesto”. Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell’italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l’altruismo convivono con naturalezza”.

La storia si svolge in una regione del sud della Russia e abbraccia un arco di tempo che va dal 1985 al 1995.
In quegli anni avviene uno dei più importanti cambiamenti della nostra storia contemporanea: la caduta del muro di Berlino e la conseguente sparizione dell’Unione Sovietica con tutto quello che questo evento ha poi comportato nei rapporti economici e sociali dell’intero pianeta.

La trasposizione cinematografica è stata affidata alle abili mani di Gabriele Salvatores, nel cast anche uno straordinario John Malkovich. Il film uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 28 febbraio.

 

 

Per presentarlo l’autore del romanzo Nicolai Lilin e Gabriele Salvatores, racconteranno libro e pellicola ai microfoni di Deejay Chiama Italia, un programma in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, condotto da Linus e Nicola Savino. Tra un brano musicale e l’altro, i due deejay dialogano sui temi di attualità più vari.

Il programma è visibile, contemporaneamente alla messa in onda, in streaming sul sito, ma non solo: lo si può guardare anche sul canale 9 del digitale terrestre e sul canale 145 di Sky. Viene inoltre replicato in versione “serale” dalle 23:00 su Deejay Tv.

 

(b.p.)

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