Ma anche no: una nuova domenica pomeriggio possibile?

Ieri pomeriggio La7 ha iniziato la sua avventura “domenicale”: per la prima volta la rete di Telecom Italia Media ha messo in campo le proprie […]

Ieri pomeriggio La7 ha iniziato la sua avventura “domenicale”: per la prima volta la rete di Telecom Italia Media ha messo in campo le proprie forze per creare un programma contenitore alternativo alle domeniche “tradizionali” di Raiuno (Giletti con L’Arena e Cuccarini con Così e’ la vita), Raidue (Cabello con Quelli che il calcio) e Canale5 (Brachino e Panicucci con Domenica5).

Lo ha fatto con il volto e la personalità di Antonello Piroso e con un programma che già nel suo titolo sa di contemporaneità e di una certa piacevole spocchia fighetta (concedetemi l’espressione) tipica del conduttore: il titolo e’ Ma anche no.

Piroso apre dapprima con le immagini delle “dormitine dell’ex premier Berlusconi in appuntamenti istituzionali” – ma Piroso non aveva dichiarato che il suo programma sarebbe stato a-berlusconiano? – e poi passa ad un lungo (troppo) spazio con un gruppetto di bambini tra i 9 e gli 11 anni che diventano piccoli opinionisti televisivi: commentano i personaggi più popolari della tv, il Grande Fratello, Fiorello e Checco Zalone. Lo studio e’ piuttosto freddo ed e’ difficile ritrovare la spontaneità di questo gruppo di bambini: l’effetto ricorda il Paolo Bonolis di Chi ha incastrato Peter Pan, ma anche la mia infanzia e quella di molti coetanei con Sandra Milo che apriva la domenica con i “Piccoli Fans“.

Piroso non ha la verve di Bonolis e non si capisce bene dove voglia andare a parare: forse il messaggio e’ che se la domenica pomeriggio soprattutto in quella stessa fascia oraria tutti diventano opinionisti allora lo possono essere, a maggior ragione, i bambini?

Poi arriva il Piroso più noto, quello con la parte da antipatico, quello giornalista, attento e seduttivo intervistatore – oratore, ma ancora con il vizietto di accentrare tutto su di se’: gli ospiti (Miriam Mafai, Barbara Romano, Fabrizio Roncone ed Andrea Scanzi) gli fanno solo da appoggio. Interessante la trovata di portare un cartonato del premier Mario Monti in cui tiene in mano qualcosa: “Cosa starà tenendo in mano?” e’ la domanda rivolta al pubblico rivolta al pubblico che, tramite Facebook, ha iniziato a rispondere sulla pagina Facebook del programma che ha visto in breve tempo più che raddoppiati i “mi piace”.

Un buon momento musicale con Morgan e poi un monologo – il momento più innovativo – di Giorgio Tirabassi tratto da “Il Pifferaio di Hamlin”, ispirato da una risposta di Carlo De Benedetti ad “Otto e mezzo”.

Più che sufficiente la prima. Attendiamo pero’ di più, un’alternativa altra per davvero. (Erika Brenna)

(Foto di testa: Sannita)

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