Springsteen e Milano, un amore incondizionato

Un sacco di ragazzi emiliani, nei giorni scorsi, hanno ceduto il biglietto per il concerto di Bruce Springsteen a San Siro. Impossibilitati a esserci, e potete immaginare il perchè

Un pensiero a loro lo abbiamo fatto, al risveglio dal secondo concerto più lungo nella storia musicale di Bruce  Springsten, tre ore e quaranta minuti a San Siro, Milano, ieri sera.
Il record della notte di capodanno del 1980, nello stato di New York, ha vacillato: ma Springsteen allora aveva 31 anni, oggi ne ha quasi 63. Il doppio degli anni dovrebbe corrispondere alla metà della durata, ma quest’uomo è di un altro pianeta.

 
33 canzoni, We Take Care of our own la prima, Twist & Shout l’ultima, come spesso è accaduto a Milano a partire da quella notte di giugno del 1985, quando scoppiò incondizionato e interminabile l’amore tra Bruce e l’Italia.
Un amore folle che lui ha voluto urlare forte anche ieri, “Milano Always Primo”, come a dire a settantamila anime “siete i numeri uno e il pubblico migliore del mondo“.

 
Ed è così, assolutamente così. O almeno così è stato al Meazza.
Il pubblico di ieri sera è stato incredibile tanto quanto Springsteen. Ho visto oltre 90 concerti di Sigore (non sorridete e non fatevi beffe di me, ho amici che sono arrivati al numero 271, tra l’altro) incontrato nel 1984, ma un pubblico come quello di ieri non c’è mai stato. Non lo avevo mai sentito, nelle orecchie e sotto la pelle.
Uno spettacolo nello spettacolo: tutti in piedi, dal “prato” al “terzo anello”, canzoni urlate da San Siro e udite fino in Sicilia, saltelli sul posto come neanche nel centro fitness, lacrime condivise con gli amici, i famigliari, gli sconosciuti.
Un party per settantamila – colpo d’occhio pazzesco, un muro senza crepe – finito dopo la mezzanotte e che oggi impazza sui blog, i social, i telefonini di tutti quelli che erano lì e se lo ricorderanno per sempre.
E non è finita qui: Springsteen replica domenica a Firenze (tutto esaurito) e lunedì a Trieste, l’attesa per “tempi e modi” è già iniziata: il furgone della nostra pazza avventura (www.barracudarocktour.it) parte da Milano, passa da Genova, arriva a Trieste, ritorna a Genova e finisce il proprio viaggio a Milano nel giro di tre giorni selvaggi e vagabondi. Non si dormirà mai, come ieri sera
(Gianmaria Vacirca)
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