Jimi Hendrix, ancora insuperato

“Rolling Stone”, nota rivista di musica blasonata e ammirata, si è messa ancora a dare i voti ed ha stilato una classifica interessante, quella dei […]

Rolling Stone”, nota rivista di musica blasonata e ammirata, si è messa ancora a dare i voti ed ha stilato una classifica interessante, quella dei migliori 100 chitarristi rock della storia. Indovinate, chi è stato eletto campione? Lui, sì sì, lui, il nero con chitarra bianca che le sei corde le faceva friggere anche coi denti, nonostante una postura “sbagliata”, per qualcuno. Sì, lui, Jimi Hendrix, parte del club dei “27”, o dell’associazione delle “Tre J” perchè deceduto a 27 anni, come Morrison e Joplin e perché poteva vantare, come loro, di avere nel nome l’ennesima blasfema “J”, sempre secondo alcuni. Da 8 anni non si vedeva questa classifica e già all’ora, era stato Hendrix a dominarla, un podio ripetuto in toto in effetti, con  Eric “Slow Hand” Clapton al secondo e Jimmy Page al terzo, esattamente come oggi. Poi, la classifica realizzata dai voti di molti esperti o veri e propri professionisti della chitarra, propone in ordine sparso B.B. King, Eddie Van Halen, Keith Richards,  Jeff BeckPete Townshend, tra gli altri.

 

Hendrix ha fatto epoca, non ci sono storie, era nero, era spettinato, era mancino, chissà che nervi nei colleghi vedere che faceva quello che voleva con quel pollice destro sempre troppo all’interno della tastiera, ma che gli consentiva di ammaestrare il “mi basso” a dovere, mentre le altre 4 dita si occupavano del resto delle corde. Suonava con un dito in più Hendrix e lo faceva talmente bene da arrabbiarsi a sua volta, tanto che alle volte dava fuoco alla chitarra per non vederla più. Tutta scena, ovviamente, ma è ricordato anche per questi scatti. Va poi sfatato quel mito, poche righe più in basso della citazione non è troppo tardi per farlo, che lui suonasse la chitarra con la lingua, o con i denti. No, non è così, quel suono lo si ottiene semplicemente urlando nei pick up, e le dita, muovendosi sulla tastiera, suonavano comunque senza supporto di plettro o dita della sinistra. La chitarra dietro la testa è un’altra partita, ma rientra nel mito intramontabile. E pensare, che Hendrix era solito dire: “Devi morire, prima che gli altri si accorgano che valevi qualcosa, solo così ti assicuri l’immortalità”, verrebbe da dire che aveva ragione, o no? (Davide Rabaioli)

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