Chopin, un 2010 di commemorazioni ed un museo high tech

Aveva 20 anni Chopin quando lasciò per sempre la Polonia, ma l’anima ha radici più profonde di ogni immaginazione. E così quando il compositore morì, […]

Aveva 20 anni Chopin quando lasciò per sempre la Polonia, ma l’anima ha radici più profonde di ogni immaginazione. E così quando il compositore morì, nel 1849, dopo aver trascorso l’altra metà della sua vita a Parigi, la sorella Ludwika riportò a casa il suo cuore, oggi custodito come tesoro nazionale nella chiesa di Santa Croce a Varsavia.

In questo 2010 che segna il 200mo anniversario della nascita di Frederic Chopin, nella sola Polonia si contano almeno 2300 eventi commemorativi, alcuni dei quali destinati a superare i confini del paese. Come quel “Festival Chopin e la sua Europa”, che comincerà ad agosto nella capitale ed al quale parteciperanno alcuni tra i più prestigiosi musicisti del mondo. Qualche nome: Martha Argerich, Mitsuko Uchida, Nelson Freire.

Il ritrstto incompiuto di Chopin realizzato dal suo amico Eugène Delacroix

Ci sarà anche Maurizio Pollini, che è l’unico italiano ad aver vinto il prestigiosissimo “Concorso Chopin”.

E poi un evento intercontinentele, organizzzato da la Folle Journée di Nantes – uno dei festival musicali più importanti d’Europa – che porterà a Bilbao, Tokyo, Rio de Janeiro la musica di Chopin e che si concluderà a Varsavia nel mese di giugno.

A dare idealemnte il via alle celebrazioni chopiniane è stata, lo scorso primo marzo (data di nascita del compositore) la riapertura nel seicentesco Palazzo Ostrogski di Varsavia del Museo Chopin, diventato il più tecnologico ed avanzato museo biografico del mondo. Ed a realizzare questa trasformazione sono stati due architetti milanesi: Ico Migliore e Mara Servetto. La casa Chopin è piena di sorprese ma forse la cosa che oggi la caratterizza maggiormente è la possibilità data a ciascun visitatore di costruirsi un percorso ad hoc partendo dalle proprie conoscenze in campo musicale. Si forniscono i dati all’ingresso (età, esperienze musicali, eventuali handicap, lingua) e si può intraprendere il proprio percorso personalizzato tra le undici sale che contengono almeno cinquemila “pezzi”. In una sala da concerto, dove troneggia un pianoforte, c’è la possibilità di aprire le partiture di Chopin e seguire l’esecuzione scelta attraverso un video musicale; speciali accorgimenti tecnologici consentono inoltre la fruibilità del museo a coloro che hanno deficit sensoriali, mentre appositi spazi sono stati dedicati all’approccio dei bambini. E’ poi possibile  osservare gli ambienti dove il compositore viveva e persino sentire il profumo di viola che tanto amava.

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