Venezia 70, i film imperdibili

La Mostra del Cinema di Venezia 2013 partirà tra quattro giorni (28 agosto- 7 settembre) e il migliore augurio che si possa fare alla rassegna che festeggia i suoi primi 70 anni è quello d’imbattersi in un capolavoro. E’ la speranza dei cinefili che ogni anno e ad ogni festival si rinnova, ma è pure l’augurio di tutti coloro che più semplicemente amano i buoni film. Quali saranno gli imperdibili a Venezia 70? Proviamo a scoprirli

In lista non possono mancare i tre film italiani in concorso, promessa di qualità per Via Castellana Bandiera di Emma Dante; per l’epico Sacro Gra di Gianfranco Rosi e per l’esordio alla commedia (ma forse non è una commedia, o forse sì) di Gianni Amelio con L’Intrepido

 

Sempre nel concorso internazionale assistiamo al ritorno al cinema del regista britannico Jonathan Glazer, con Under the Skin dove troviamo una sensuale Scarlett Johansson nei panni di un’aliena in parrucca nera, inviata sulla terra a procacciare prede umane. E sfruttando il suo altissimo potenziale erotico, preda facile diventano quegli autostoppisti incontrati teaser Gravitysulle deserte autostrade delle Highlands scozzesi, ma alla fine anche gli alieni sanno mostrare umanità…

 

E’ la fantascienza uno dei generi molto presenti in questa edizione della Mostra, a partire dal film di apertura: Gravity, di Alfonso Cuarón, pellicola fuori concorso che porta in laguna le prime due star della Mostra:  Sandra Bullock e George Clooney. E’ un thriller ambientato nello spazio profondo dove un ingegnere medico alla sua prima missione spaziale e un astronauta veterano al suo ultimo volo vengono sorpresi da un incidente. La nave è distrutta, lasciando i due completamente soli, legati a nulla se non l’uno all’altra, vorticando nell’oscurità. L’assordante silenzio fa capire che hanno perso ogni contatto con la terra e ogni possibilità di salvezza. La sola via che resta è spingersi oltre, nel terrificante infinito dello spazio.

Va ricordato che Venezia aveva aperto solo un’altra volta con la fantascienza; era il 2000 il film era, Space Cowboys di Clint Eastwood, ed anche quella mostra era diretta da Alberto Barbera.

Fantascienza anche per Terry Gilliam con The Zero Theorem, in concorso. Il premio Oscar Christoph Waltz è un genio del computer solitario che s’imbarca in un progetto per scoprire il senso stesso dell’esistenza.

Certo tra i film più attesi va inserito Philomena, di Stephen Fears. Dopo The Queen che ha portato a Helen Mirren un premio Oscar dando a Fears la laurea di “regista di attori” è annunciata un’altra memorabile interpretazione femminile, quella della quasi ottantenne Judy Dench, nei panni di una donna irlandese in cerca del figlio sottrattole molti anni prima perché ragazza madre. Si troverà così faccia a faccia con l’intransigenza della Chiesa cattolica. Per la Dench profumo di Oscar (e di Coppa Volpi).

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Non, non ci eravamo dimenticati di James Franco, regista, sceneggiatore e interprete di Child of God, in concorso, nuovo adattamento del romanzo di Cormac McCarthy del ‘73. Nel ruolo principale di un essere anti sociale, emarginato e violento, si dice che James Franco sia artefice di una performance mozzafiato. E alle voci questa volta “ci piace” credere.

E ci piacciono le storie che sanno di buono, come quelle che il maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki sa realizzare tanto bene (vedi Ponyo). Miyazaki sarà in concorso con The Wind Rises (si alza il vento) una storia ambientata nella Seconda Guerra Mondiale tratto dal suo stesso manga. Se il Leone d’oro andasse a lui?  In Giappone, dove il film è uscito lo scorso luglio, le recensioni sono state entusiastiche, si parla di capolavoro. Protagonista è Jiro Horikoshi, l’ingegnare aeronautico che – sulle orme dell’italiano Giovanni Battista Caproni – ideò il famoso caccia giapponese ‘Mitsubishi A6M Reisen Zero’, usato dai kamikaze durante il conflitto mondiale.

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Concludiamo questa breve rassegna con Kill Your Darlings (Giovani ribelli)
il film diretto da John Krokidas già presentato al Sundance Film Festival 2013 e inserito nel programma della Giornate  degli autori. Accompagnato dal plauso della critica, il film è interpretato da Daniel Radcliffe, che continua a scegliere ruoli importanti e in grado di togliergli di dosso gli abiti del maghetto occhialuto. In questo caso interpreta il poeta Allen Ginsberg, nella storia che racconta nascita ed evoluzione della beat generation.

Ed alla fine di tutto, se ci scappasse la bella e inaspettata sorpresa potemmo solo esserne felici… (a.d)

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