Toni Servillo in un giallo diretto da Daniele Cipri

Un giallo che promette numerosi colpi di scena girato dal regista Daniele Cipri con un grande attore come Toni Servillo. E’ in post-produzione e presto sarà sugli schermi italiani

Toni Servillo è uno dei più apprezzati attori italiani. E presto gli amanti del grande schermo potranno vederlo impegnato nel giallo “E’ stato il figlio” che il regista Daniele Ciprì ha tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Alajmo, libro finalista al premio Viareggio. La pellicola è prodotta da Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Luciano Stella per Passione affiancata, in questo progetto, da Rai Cinema, Palomar e Babe Films con il contributo di Apulia Film Commission e del ministero per i beni e le attività culturali.

 

 

Quest’opera, girata principalmente a Brindisi e nella sua provincia, ha al centro una famiglia, i Ciraulo, che vive in condizioni di povertà nel quartiere Zen di Palermo. File e file di palazzine di cinque piani tutte uguali. In mezzo spazi che dovrebbero essere verdi, ma che in realtà sono talmente brulli che non s’intravvede un albero, e nemmeno un filo d’erba. Uno degli appartamenti, sovraffollato di mobili e soprammobili, è la residenza dei protagonisti. Naturalmente massima riservatezza su come si svilupperà il lungometraggio che è in post produzione da un paio di settimane. Sembra che la prima scena sia ambientata in un ufficio postale dove Busu (interpretato da Alfredo Castro, simpaticamente soprannominato l’Al Pacino cileno) ogni giorno si reca a pagare le bollette dei vicini, a patto che questi gli lascino, come ricompensa per il “servizio”, il resto. E intanto, per far passare il tempo, racconta, una dopo l’altra, delle storie. Compresa quella di Nicola Ciraulo (Servillo), che lavorava al porto smantellando navi ormai non più utilizzate.
A suon di flashback, si scoprirà che lui, sua moglie Loredana (Giselda Volodi) e i suoi cari non se la passano bene. Eppure davanti al loro alloggio èa parcheggiata un’auto fiammante acquistata con il risarcimento ottenuto per la morte della figlia Serenella di appena sei anni: ad ammazzare la bambina, finita per caso in mezzo a una sparatoria tra mafiosi, una pallottola vagante. In realtà, i 220 milioni di lire promessi non sono ancora arrivati. L’uomo, però, non riesce a resistere e inizia a spendere tanto da indebitarsi con un usuraio. La situazione precipita quando il ventenne Tancredi, il figlio maschio a cui presta il suo volto Fabrizio Falco, esce una sera con la fidanzata. Al volante di quella macchina lussuosa, ha un piccolo incidente e sfregia la portiera. Non sembra un danno grave, ma il padre lo aggredisce e il giovane, per difendersi, lo uccide. Ma è stato davvero lui a commettere l’omicidio? Gli inquirenti non ne sono così convinti sia perchè il ragazzo non confessa e poi, perchè, la pistola utilizzata dall’assassino è inspiegabilmente sparita. Nel cast, fra gli altri, anche Aurora Quattrocchi (nonna Rosa) e Benedetto Raneli (nonno Fonzio). (Marco Fornara)

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