The Wolf of Wall Street: così Scorsese e DiCaprio raccontano la depravazione

In uscita il 23 gennaio, The Wolf of Wall Street arriva nelle sale italiane con uno Scorsese dalla regia insolita, un DiCaprio finalmente alle prese con un personaggio antipatico, ma straordinario, e un mondo di nani che cade a pezzi travolto dalla sua stessa ingordigia

La storia di The Wolf of Wall Street si sa, è quella di un depravato: Jordan Belfort,  l’uomo che riuscì a frodare  per 200milioni gli investitori USA scontando appena 22 mesi di carcere per riciclaggio, oggi è attivamente ricercato dalle autorità Usa ma lavora in Australia per una finanziaria. Dovrebbe rimborsare 110milioni di dollari alla gente che ha frodato e intanto può contare qualche milioncino di diritti dalle vendite dei suoi libri, principalmente l’autobiografia su cui si basa il film (in Italia pubblicata da Rizzoli), da diritti cinematografici e da introiti come speaker motivazionale.  E visto la pubblicità che il film gli porta, Belfort si è anche congratulato con Di Caprio sulla sua pagina Facebook: “Wow! Sono così felice per Leo. Che risultato veramente formidabile!. Non posso nemmeno immaginare quanto duramente abbia lavorato (al film). Buon per lui”.

Ma Leo, che probabilmente riuscirà con questo ruolo ad aggiudicarsi un Oscar, il primo, che la maggior parte della critica ritiene meritatissimo, non pare aver troppo gradito: ” Era come un moderno Caligola – ha detto – Non ha fatto nulla di nuovo ed era antipatico per la sua brama di ricchezza e di consumo pazza”.

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L’uso di cocaina e le orge erano cosa alquanto normale per Belfort e per chi lavorava con lui. E depravato il personaggio, “depravato” il film per alcuni paesi orientali che ne hanno già annunciata la censura e per quei censori di Hollywood che si dicono certi che certe scene troppo eloquenti costeranno al film l’Oscar. Intanto sulla commedia nera di nomination ne sono piovute cinque tra cui quelle alla regia di Martin Scorsese, al protagonista (Leonardo Di Caprio ), all’attore non protagonista (Jonah Hill) e alla sceneggiatura adattata (Terrence Winter). Nel cast anche Matthew McConaughey e Margot Robbie in ruoli di primo piano.

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Ma probabilmente è il fatto che alla visione di The Wolf of Wall Street si riesca anche a ridere a lasciare un fondo di perplessità e l’incertezza se crocifiggere Leonardo Di Caprio (che il film ha prodotto e fortemente voluto, dopo una lunga battaglia con Brad Pitt per aggiudicarsi i diritti), o se premiarlo. Ma l’attore respinge con forza l’idea che lui o regista Martin Scorsese abbiano avuto atteggiamenti compiacenti: “E’ un racconto ammonitore“, ha detto a The Hollywood ReporterQuelle persone sono pericolose […] non ci piacciono, il film è un atto di accusa a questo mondo”.

verticale sac_Layout 1Un mondo di piccoli uomini quello dei “penny broker”, truffatori, speculatori, amorali, autocelebrativi sino al grottesco, resi forti dalla coca e dall’arroganza, sarebbero invisibili come acari senza quel denaro rubato all’ingenuità altrui. Un mondo che in tre ore (inizialmente dovevano essere quattro, e molti sono i tagli) Scorsese scruta con ritmo e ricercata confusione. Siamo negli anni ’80, il tempo dello yuppismo, il tempo in cui Wall Street cominciava a smascherarsi, a mostrarsi per quello che era e che avrebbe confermato essere negli anni seguenti. Gli anni del capitalismo elevato alle massime categorie del sacro, un totem al quale una parte d’America sa anche guardare con lucidità. Il pozzo nero del capitalismo, è tutto qui, in una storia emblematica.

Di Caprio verso il primo Oscar?
Già nel 1997, Di Caprio, che in questo 2014 compirà 40 anni, grazie al suo ruolo da protagonista in Titanic è diventato il “re del mondo”. Cresciuto a Hollywood, è diventato attore in età precoce e prestissimo ha confermato le sue doti. Ha recitato in cinque film di Scorsese : Gangs of New York , The Aviator , The Departed , Shutter Island e The Wolf of Wall Street. Tre le nomination ma nessun Oscar, le altre due per The Aviator e Blood Diamond, ed una come attore non protagonista, nel 1993 per Buon compleanno Mr Grape. Inception, J. Edgar, Django Unchained e Il grande Gatsby  sono alcuni dei film che l’hanno visto in scena negli ultimi anni. Dal 1991, anno del suo primo film (Critters 3) al 2013 ha interpretato 27 ruoli. Non sarà la quantità a fare l’artista, ma qualcosa vorrà pur dire. (a.d)

 

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