Prossima Fermata Fruitvale Station, il film fenomeno arriva in sala

Domani arriva in sala Prossima Fermata Fruitvale Station di Ryan Coogler con Michael B. Jordan distribuito da Wider. Un film a basso costo, girato da un regista ventiseienne, onorato con una valanga di premi, glorificato dalla stampa e anche dal box office

Cominciamo dai premi: Prossima Fermata Fruitvale Station ha trionfato ai Gotham Awards di New York (Miglior attore rivelazione per Michael B. Jordan e Miglior regista rivelazione per Ryan Coogler ), ha vinto il Sundance Film Festival nel 2013 come miglior film sia per la giuria sia per il pubblico, al Festival di Cannes ha conquistato il Prix de l’Avenir e infine ha preso l’Independent Spirit Award come miglior film d’esordio. Può bastare per un giovanissimo che prima aveva girato, ai tempi dell’università, solo un cortometraggio di qualche minuto. Ma il talento evidentemente si vedeva; e Fig, racconto della vicissitudini di una prostituta di strada, vince un po’ di premi e viene anche trasmesso in tv, dalla HBO.

Prossima Fermata Fruitvale Station, prodotto dal premio Oscar Forest Whitaker (che oltre ad essere attore e produttore è dedito a tempo pieno alle attività umanitarie) è costato solo 2 milioni di dollari, è stato distribuito negli Usa dalla The Weinstein Company ed ha incassato oltre 16 milioni di dollari.  E all’indubbio successo al botteghino (cifre che non sono da blockbuster ma significative per un film di forte impatto sciale come questo) si aggiunge il plauso unanime della critica, che dell’opera ha sottolineato la forza visiva, la straordinaria interpretazione del protagonista (Michael B. Jordan è considerato uno dei più brillanti giovani attori di Hollywood, insomma, un nome da tenere a mente), la capacità della storia di scuotere le coscienze e soprattutto di onorare le vittime dell’insensatezza.

LA STORIA:  Il film racconta la vera storia di Oscar Grant (Michael B. Jordan), ventiduenne di Bay Area che si sveglia la mattina del 31 Dicembre 2008 in preda ad un presentimento. Non essendo certo di cosa si tratti, il ragazzo interpreta la sensazione come una spinta a dare una svolta alla propria vita: essere un figlio migliore per sua madre (Octavia Spencer), che festeggia il compleanno proprio quel giorno, un partner migliore per la compagna (Melonie Diaz), nei confronti della quale non è stato completamente onesto, ed essere un padre migliore per Tatiana, la loro splendida bambina di quattro anni. Incontrando lungo il suo cammino amici, familiari e sconosciuti, tutto sembra andare per il verso giusto, ma man mano che la giornata volge al termine Oscar si rende conto che rimettersi in carreggiata non sarà facile. I tentativi del ragazzo di dare una svolta alla propria vita si concludono in tragedia, quando un ufficiale di polizia lo uccide a sangue freddo alla stazione metro di Fruitvale sparandogli un colpo di pistola, nella notte di capodanno. La vita di Oscar e la sua tragica morte scuoteranno in profondità non solo i residenti della Bay Area, ma l’intera nazione.

FRUITVALE

Quando è successo il fatto ero proprio a Bay Area, durante la pausa natalizia dalla scuola di regia. – racconta Ryan CooglerAvevo sentito che avevano sparato a qualcuno ad una stazione della metropolitana e che quel qualcuno era morto il mattino seguente. Ho capito che avrei potuto essere io Oscar: avevamo la stessa età, i suoi amici somigliavano molto ai miei, ed il pensiero che qualcosa del genere fosse potuto accadere a Bay Area (il regista è originario della stessa cittadina californiana ndr) mi distruggeva. Durante il processo ho visto come la situazione era stata politicizzata: in base al proprio orientamento politico, alcuni consideravano Oscar un santo che non aveva mai fatto male a nessuno, mentre altri lo dipingevano come un mostro al quale quella notte era stata data la lezione che meritava. Avevo come l’impressione che durante il processo si fosse dimenticato che Oscar era prima di tutto un essere umano”. La morte di Oscar divenne fonte di proteste e rivendicazioni: “Io volevo realizzare qualcosa che potesse fare la differenza – conclude il regista – e pensavo che se fossi riuscito a dar vita a quella storia attraverso l’arte, offrendo al pubblico la possibilità di trascorrere del tempo con il personaggio di Oscar, forse avrei ridotto il rischio che un episodio del genere accadesse di nuovo”.

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