Oscar 2014: quello che quasi nessuno dice

Il 2 marzo la grande notte degli Academy Awards…ma anche gli Oscar non sono più quelli di una volta

A una settimana dalla grande notte degli Oscar, il New York Times assicura che l’atmosfera a Hollywood non è per nulla festosa. E’ come se la festa del cinema per eccellenza, l’apoteosi del sogno nella fabbrica dei sogni, quest’anno avesse perso il suo smalto. E noi che ci stupiamo per un Festival di Sanremo in tono minore. Sarà che il mondo cambia, e la realtà – quella reale –  si ostina a irrompere prepotente anche quando non è attesa, e così finisce che persino queste rassegne perdano la loro dorata extraterritorialità.

L’apparente depressione hollywoodiana, stando all’analisi riportata dal NYT, parrebbe provocata da un insieme di fattori. Intanto la lunga attesa: per evitare la concorrenza televisiva dei Giochi di Sochi si è preferito spostare la notte degli Oscar al 2 marzo, fatto mai accaduto. Ma la riflessione più intrigante è che alle grandi produzioni degli Oscar non importi più nulla: quello che conta sono infatti le nomination, sono queste che, sulla carta, assicurano ai film di maggior impegno, chiamiamoli pure film d’arte, di uscire dal purgatorio ed entrare nel mainstream. Cosa che spinge gli studios a investire molto nella stagione dei premi. Ma quest’anno le cose sono andate diversamente e film del calibro di “Dallas Buyers Club”, “Her”, “Nebraska ” e “Philomena” hanno raccolto al botteghino cifre deludenti per gli standard del mercato USA.
Her“, film su un uomo che si innamora di un sistema operativo del computer , ha ricevuto cinque nomination agli Oscar , ma ha preso solo 23,5 milioni dollari al box-office nordamericano . ” Dallas Buyers Club “, con sei nomination , ha incassato circa 24,4 milioni dollari in vendite di biglietti . “Philomena ” (quattro nomination ) è fermo a 31 milioni dollari , mentre ” Nebraska” (sei) ha preso 16 “miseri” milioni.

Cifre ben più consistenti hanno raccolto film come “12 Years a Slave” (9 candidature) e “American Hustle “, “Captain Phillips “, “ Gravity ” e “Il lupo di Wall Street“, ma, fermo restando la qualità, questi sono film indirizzati da subito ad un vasto pubblico. D’altronde anche “12 Years a Slave” è indietro rispetto a successi registrati in precedenti stagioni da film “di peso”. Ha infatti incassato circa 48,5 milioni di dollari. Se torniamo indietro di qualche anno vediamo come “Black Swan “, per esempio , aveva superato il 100 milioni di dollari al box office e “The Fighter “, ne aveva raccolti 88. Entrambi erano produzioni a “basso” costo.

 

 

PIU’ NOMINATI, I MENO PREMIATI

 

Ma la gara va pur sempre onorata, e le statistiche in questo possono darci qualche indicazione utile per capire quale titolo potrebbe portare a casa la statuetta più ambita: quella per il miglior film (nota: non siamo distratti volutamente e per scaramanzia trascuriamo di parlare del miglior film straniero).  La storia ci dice che per lunga parte della vita degli Oscar, il film con più nomination era quello che si portava a casa anche il premio al miglior film. Ma da qualche anno non è più così.  Per la precisone sei volte negli ultimi dieci anni, la vittoria nel numero di nomination non ha portato bene.  Eclatante il caso dell’anno scorso, quando il Lincoln di Steven Spielberg entrava in gara con 12 candidature ed usciva con due sole statuine, quella per l’attore protagonista a Daniel Day – Lewis , e quella alla scenografia. Stessa sorte, negli ultimi dieci anni, a film come “Hugo Cabret”, “Dreamgirls”, “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Brokeback Mountain” e “The Aviator”. Per loro una pioggia di nomination ma non il premio al miglior film.  Al contrario, hanno confermato la tradizione: “The Hurt Locker”, “Non è un paese per vecchi”, “Il discorso del re” e “Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re“.

 

Ma anche per questa tendenza potrebbe esserci una spiegazione: le case di produzione preferiscono vincere (e dunque investire) nella corsa alle nomination perché questo accresce l’attesa e può assicurare ritorni maggiori. La vittoria del premio più prestigioso, è strano a dirsi, ma viene presto dimenticata dal grande pubblico. Chi è in grado di dire, entro dieci secondi, il film vincitore dell’Oscar 2013?

 

(a.d)

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