L’Alba del pianeta delle scimmie. L’Oscar a uno scimpanzè?

Andy Serkis, un attore famoso per ciò che non ha mostrato. E’ lui che ha dato vita a Gollum nella trilogia del Signore degli anelli, […]

Andy Serkis, un attore famoso per ciò che non ha mostrato. E’ lui che ha dato vita a Gollum nella trilogia del Signore degli anelli, a King Kong ed anche al capitano Haddock nel Tintin di Steven Spielberg. L’attore inglese regala anche le sue espressioni a Cesare, lo scimpanzé che guiderà la rivolta contro gli umani, protagonista de l’Alba del pianeta delle scimmie, il colossal della Fox firmato Rupert Wyatt, nelle sale italiane a partire da venerdì  23 settembre. Uscito negli States lo scorso mese di agosto, il film che è il prequel dell’originale del 1968 di Franklin Schaffner (a sua volta tratto dal romanzo del 1963 Il pianeta delle scimmie, di Pierre Boulle) ha sollevato una discussione destinata a fare epoca. E’ possibile assegnare l’Oscar ad una scimmia? Già, perché pare che Serkis, questa volta, si sia proprio superato, anche se il suo volto non appare una sola volta sullo schermo.  

Merito suo, certo, e di una tecnologia, la CGI (computer-generated imagery), più precisamente la Performance Capture Motion, (PCM) in grado di catturare i movimenti degli attori direttamente sul set, senza bisogno di adoperare, come accaduto ad esempio in Avatar, gli appositi locali di posa, stanze vuote  e poi “colmate” dalla computer graphic. Il risultato è assai superiore alle tecniche analoghe adoperate sinora e tanto per restare in casa Fox, ben superiori anche ai Na’vi di James Cameron. Naturalezza, questa la parola chiave, insomma, più la tecnologia avanza e più i fantocci diventano umani. Non trovate una contraddizone in questo?

Sta di fatto che dopo Avatar, il motion capture è sempre in discussione a Hollywood, dove alcuni ritengono che gli attori dietro i personaggi di sintesi dovrebbero essere ricompensati per le loro prestazioni proprio come un attore classico.

L’Academy però nicchia, ovvero ci va cauta, diciamo pure che è riluttante, e s’è innescata una vera e propria ditriba tra opposte fazioni.

Andy Serkis nei panni dello scimpanzè Cesare fa pendere l’ago della bilancia verso i modernizzatori e la sua performance, a sentire la critica americana, mette in ombra anche il pur bravo James Franco che ricopre uno dei ruoli principali.

Gli Effetti speciali del film non sarebbero così sorprendenti senza il lavoro di attori che hanno portato la tuta della motion capture“, ha scritto il Los Angeles Times. “Guardare Andy Serkis interpretare Cesare, lo scimpanzé  è come assistere ad un miracolo“, per Rolling Stone, che ha detto chiaramente che Serkis merita un Oscar per “la sua ibrida prestazione magistrale.”

Ma come si valuta la performance di un attore? Quali sono i parametri validi? Difficile da valutare. Nel 2009, Brad Pitt è stato candidato agli Oscar come miglior attore ne Il curioso caso di Benjamin Button, dove il suo volto era stato ampiamente trasformato.  Pitt,  tuttavia, è rimasto riconoscibile, anche al culmine della trasformazione.

L’anno successivo, nessuno degli attori del film Avatar è stato nominato, il loro aspetto era totalmente cambiato.

Andy Serkis

Discussione sempre aperta e con Lo Hobbit di Peter Jackson nel 2012, Tintin in autunno e il suo sequel nel 2013 e un Avatar 2 nel 2014, i sostenitori e gli oppositori del motion capture avranno ancora molto da discutere.

Nota finale. Ne L’alba del pianeta delle scimmie gli effetti sono stati curati dalla, società neozelandese che ha curato gli effetti speciali di svariati kolossal tra cui Avatar, Il Signore degli Anelli, King Kong, X-Men First Class e District 9.

SINOSSI
L’alba del pianeta delle scimmie  è ambientato a San Francisco. All’inizio della storia, l’attenzione è rivolta Will Rodman, scienziato di punta a una società farmaceutica, che sta lavorando a una cura per il morbo di Alzheimer.

Le scimmie vengono usate per testare un trattamento sperimentale. Uno scimpanzé femmina, soprannominata “Bright Eyes”, mostra un notevole miglioramento intellettuale dopo aver ricevuto il farmaco.

Un equivoco porta ad una fine prematura del programma, e lo scienziato è costretto a chiedere all’anziano custode delle scimmie di soppromerle tutte.

Una però sopravvive, un cucciolo, Cesare che ha ereditato l’intelligenza della madre …

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