“Ladri di cadaveri”: dopo 12 anni, il ritorno in sala dello humor nero di John Landis

Quanto John Landis sia capace di folgorare l’immaginario è dato non quantificabile, è certo però che l’apprezzamento travalica le generazioni. Così capita che Ladri di […]

Quanto John Landis sia capace di folgorare l’immaginario è dato non quantificabile, è certo però che l’apprezzamento travalica le generazioni. Così capita che Ladri di Cadaveri, ultimo suo lavoro di regista, il primo da 12 anni, che sarà nelle sale italiane da venerdì 25 febbraio, sia atteso con  fiducia sia da coloro che ai tempi di Animal House non avevano neppure 20 anni, sia dai loro figli, che solo in epoche recenti hanno scoperto com’era bello piangere dal ridere quando sullo schermo c’era John Belushi diretto da Landis. E se persino l’organo ufficiale del Vaticano ha inserito i Blues Brothers in una lista di film consigliabili – diciamo pure che lo ha messo tra i classici cattolici per via di quel famoso “siamo in missione per Dio“ col quale Belushi e Aykroyd si presentavano nel tentativo di salvare il loro vecchio orfanotrofio –  vorrà proprio dire che siamo davanti ad uno dei maestri della settima arte. Non un bravo  regista, di più.

John Landis

Proprio ieri, sia detto per cronaca, Landis era a Milano, alla Galleria d’arte moderna per presentare la sua commedia nera che peraltro lo ha visto tornare a girare nel Regno Unito dopo il fortunato Un lupo mannaro americano a Londra. Il film girato presso gli indipendenti Ealing Studios (qui sono state prodotte alcune delle migliori commedie macabre mai girate,  come “Sangue Blu” e “La signora omicidi”), peraltro tiene a battesimo quella che molti sperano essere, la nuova grande coppia co

mica del XXI secolo, Simon Pegg e Andy Serkis, rispettivamente nei panni di Willam Burke e William Hare, i ladri di cadaveri, appunto. Uscito  Inghilterra nell’autunno scorso, il film non ha trovato consesi unanimi, ma considerando che anche i critici cinematografici sono essere umani, ciò non sminuisca le attese.

LA SINOSSI : La storia è vera, o meglio, è tratta dalla cronaca del 19 ° secolo, la vicenda dei due  che scoprono un business lucrativo nella fornitura di cadaveri per una scuola medica di Edimburgo.

Willam Burke e William Hare, così cercano di sbarcare il lunario dopo l’ennesima impresa commerciale fallita. L’inizio dell’attività è casuale, quando ritornano alla pensione di Hare e scoprono che il loro inquilino è morto il giorno in cui doveva pagare l’affitto, si rendono conto quel cadavere può fruttare una bella somma. Edimburgo è il centro dell’universo della ricerca medica e i dottori della città cercano disperatamente cadaveri per le loro lezioni di anatomia. Tra questi gli spietati rivali, il progressista dottor Knox (Tom Wilkinson) e il tradizionalista dottor Monroe (Tim Curry) e Knox riceve la visita da parte di Burke & Hare che gli portano un cadavere fresco, li esorta a portargli qualsiasi altro “sfortunato” capiti loro a tiro.

Inizialmente frenato dai sensi di colpa, Burke cambia idea dopo aver incontrato Ginny (Isla Fisher) una bella e vivace attrice che cerca finanziamenti per la sua nuova commedia, così spinto dalla promessa di una storia d’amore, Burke accetta di alzare la posta della loro impresa, ampliandola con degli omicidi “morali”. E quando il Re annuncia che consegnerà il prestigioso Sigillo Reale e un allettante premio in denaro a chiunque compierà il maggior progresso nel campo della medicina, la rivalità professionale tra i due medici s’intensifica, creando una domanda sempre maggiore di cadaveri. Cominciano per Burke e Hare una  serie di esilaranti disavventure, i due iniziano a garantire un flusso costante di corpi e il denaro inizia a riempire le loro tasche. Tutto filerà liscio fino a quando il “boss” del crimine locale non esige una parte dei loro profitti e le autorità stringono il cerchio intorno ai due. I piani cambiano,i ladri di cadaveri trasformati in assassini decidono di raccimolare ancora del denaro  per aprire un’attività onesta: un’impresa di pompe funebri, in cui i cadaveri arriveranno senza cercarli.

Ma non tutto riesce come da piano. Buke, Hare e le rispettive compagne finiranno in carcere mentre la folla chiederà il loro sangue. Con un gesto folle, ma romantico, Burke decide di confessare e addossarsi tutta la colpa per salvare il suo amico e l’amore della sua vita, Ginny. Mentre il boia gli infila il cappio intorno al collo, l’eroe sorride impavido, e quando gli viene chiesta un’ultima dichiarazione, dice: “L’ho fatto per amore”.

Ed è proprio la trasformazione di un animo senza morale in eroe romantico la svolta più inattesa dell’opera.

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