Il discorso di capodanno di Cetto La Qualunque

Il fenomeno Cetto La Qualunque impazza più che mai. Il sito del Partito du Pilu bloccato per le troppe visite a due ore dalla messa […]

Il fenomeno Cetto La Qualunque impazza più che mai. Il sito del Partito du Pilu bloccato per le troppe visite a due ore dalla messa on line, un gruppo Facebook che conta più di 10mila iscritti ed una campagna elettorale che procede a pieno ritmo con lettere ai fan, un discorso di fine anno, nuovi slogan ed un vademecum del sostenitore, tutti rintracciabili su www.partitodupilu.it

In attesa di Qualunquemente, primo film dedicato al personaggio di Antonio Albanese per  la regia di Giulio Manfredonia (prodotto da Fandango), in sala dal 21 gennaio 2011 (leggi articolo), ecco qualche estratto del discorso di capodanno che Cetto terrà nel salotto buono della cultura politica italiana: il dancing Minchionnaire


Egalitè! Fraternité! Libertè vigilé!


Cari italiani e care, troppo care, italiane, questa sera, staseralmente, voglio fare un discorso alla nazione: il discorso di inizio anno. Da più parti mi è stato spessatamente chiesto: “come mai vuoi fare un discorso alla nazione?”. Ho risposto appuntamente: “fatti i cazzi toi!”. Io comincerei subitamente a festeggiare ma purtroppamente però non manca la polemica del giorno festivo.

La bestia De Santis, che gli ricordo al comma 24, della legge 37, del decreto ingiuntivo Luglio 1987: “io non ti sputo se no ti profumo”. Questo burattino senza pilu ha avvelenato l’aria del nostro temperato e sereno clima politico dicendo in giro che un chilometro di autostrada della Salerno-Reggio Calabria costerebbe 20 milioni di euro… e che ci vogliono 30 anni per costruirlo… e cicik e cicik…ciao … si ciao…De Santis.

LA POLITICA OCCUPAZIONALE


Ascoltami bene De Santis, 20 milioni per un chilometro di autostrada e trent’anni di lavori… perché non pensiamo ai vantaggi di queste cifre?! Con un chilometro di autostrada io garantisco lavoro ad un operaio dai 18 ai 65 anni. Dalla prima comunione alla pensione. Vi pare poco? Ci sono manovali che in trent’anni non si sono mossi più di 500 metri. Ci si ambienta, ci si conosce, si fanno amicizie. Sono nate anche delle comunità. C’è chi si è fatta una casetta a fianco dell’autostrada. Non come al nord, dove ogni settimana finisci i lavori e devi cambiare cantiere. De Santis, questa è politica dell’occupazione. Questa è politica moderna. De Santis, con rispetto e stima: fatti i cazzi toi! Ma il nostro pensiero, in questa serata di inizio d’anno, non può non andare ai giovani. Giovani che ricordo sempremente sono un problema e non una risorsa.


SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI


A Melo ho dato frequentemente, volenterosamente e spregiudicatamente lezioni di guida, ma solo quando ha compiuto gli undici anni. A dodici l’ho portato al poligono a sparare. A tredici anni a puttane. Insomma una educazione attenta e accurata, ma ogni cosa a suo tempo. Poi ho continuato con i soliti rudimenti di educazione civica. Il codice della strada. “Melo, va bene il motorino, ma non mettere mai il casco, potrebbero pensare che sei timido. Ti devi fare rispettare.

Si comincia dando la precedenza ad un incrocio e finisce che ti prendono pe’ ricchiuni! Non guidare mai contromano se hai bevuto. L’unico sport è la caccia. Gli altri sono sport omosessuali!”

SULLA PACIFICAZIONE NAZIONALE


La storia mi chiama e io rispondo: presente. Innanzituttamente: basta con lo scontro. Basta con la lotta all’avversario. Il paese ha bisogno di una fase nuova, di pacificazione tra gli opposti. Intalsensamente ho già pronti i nuovi slogan. Basta con la lotta tra maggioranza e opposizione. basta con la lotta tra laici e cattolici. Basta con la lotta all’evasione fiscale. Basta con la lotta alla povertà. Basta con la lotta alla criminalità. quando dico basta è basta! Siamo in una fase nuova. Non serve la lotta ma il dialogo. E non solo tra forze politiche. Serve il dialogo anchemente tra istituzioni e cittadini, tra amministrati e amministratori, tra rapiti e rapitori, tra truffati e truffatori, tra ‘ndrangheta e camorra, tra assassini e assassinati… tra cornuti e figghji i buttana: dialogo! La parola d’ordine è dialogo! Scusabilmente scusatemi.

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