Hysteria, film su nascita e “miracoli” del vibratore arriva in sala

Al Roma film festival, lo scorso autunno, ha fatto ridere critica e pubblico, portandosi a casa il premio tutto virtuale, di commedia finemente intelligente e […]

Al Roma film festival, lo scorso autunno, ha fatto ridere critica e pubblico, portandosi a casa il premio tutto virtuale, di commedia finemente intelligente e sollevando infine molte curiosità in quel pubblico che ha potuto solo sentirne parlare. Attesa quasi finita: Hysteria, la commedia inglese dedicata alla nascita del vibratore, sarà nelle sale italiane a partire dal 24 febbraio distribuito da Bim.

Protagonista Maggie Gyllenhaal. Ad affiancarla un cast tra cui figurano Jonathan Pryce, Sheridan Smith, Ashley Jensen, Rupert Everett e Gemma Jones, la regia è di Tanya Wexler.

Non manca il rigore storico nel film che, basato sui fatti e nonostante numerosi elementi umoristici vuole parlare in ultima analisi di emancipazione femminile. La storia racconta della scoperta accidentale dei “supporti motorizzati al sesso” nell’Inghilterra vittoriana prendendo le mosse da un vero e proprio contenzioso nato tra i due presunti inventori dell’attrezzo. Intorno al 1880, un certo dottor Joseph Mortimer Granville (Hugh Dancy) crea un vibratore elettromeccanico, la sua invenzione è seguita, nel 1902, dal brevetto di un dispositivo poi venduto al dettaglio dalla società americana Hamilton Beach. La sceneggiatura di Hysteria, scritta da Jonah Lisa e Stefano Dyer, con Howard Gensler, spiega che l’aiuto sessuale era inteso in epoca vittoriana come un elemento chiave del kit medico richiesto per il trattamento delle donne nevrotiche. Questo l’uso che ne fa il dottor Granville, che però incontrerà – tra l’altro – la fiera opposizione della figlia, convinta sostenitrice delle prime lotte “femministe”.

Sin dai tempi di Ippocrate si riteneva che l’isteria femminile fosse strettamente collegata a problemi sessuali, non a caso il disturbo che presenta sintomi come ansia, insonnia, irritabilità, nervosismo, ritenzione di liquidi, ha preso il nome dalla parola greca per indicare l’utero, hysteros, dal momento che si presumeva essere tale male il risultato di un blocco dell’apparato riproduttivo.

Alla fine dell’800 i dispositivi domestici elettrici di qualsiasi genere erano una rarità. La macchina da cucire, il ventilatore, il bollitore, il tostapane sono stati i primi elettrodomestici ad entrare nelle linee di produzione commerciale, ma il vibratore (o manipolatore) era già noto. Di sicuro esisteva un prototipo americano funzionate a vapore, poi arrivò quello elettrico a cavallo del secolo, messo in commercio nella versione di aspirapolvere e di ferro da stiro.

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