“Gnomeo e Giulietta”. Quando Shakespeare piace ai bambini

Chissà cosa avrebbe pensato Shakespeare nel ritirovare Romeo e Giulietta nei panni di gnomi da giardino. Ma è certo che i nanerottoli animati non saranno […]

Chissà cosa avrebbe pensato Shakespeare nel ritirovare Romeo e Giulietta nei panni di gnomi da giardino. Ma è certo che i nanerottoli animati non saranno peggiori di un bel po’ di insulsi Romei e Giuliette propinati dal cinema nei decenni. E questi, in effetti, sono deliziosi.  Parliamo di “Gnomeo e Giulietta”, film 3D di casa Miramax, in uscita mercoledì 16 nelle sale italiane.

La produzione è importante. Una regista, Kelly Asbury, che nel curriculum ha anche una nomination all’Oscar con “Shrek 2”, e come tappeto sonoro le canzoni di Elton John, che del film è anche produttore esecutivo.

Il film è ambientato a Stratford -Upon-Avon, (il luogo di nascita di Shakespeare), nel cuore dell’Inghilterra adornata di giardini kitsch, tra oggetti di plastica, steccati…e gnomi, tanti gnomi.

L’accesa rivalità tra due vicini è lo spunto del racconto, ovviamente si tratta del signor Capulet e della signora Montague, il cui fanatismo per il giardinaggio non ha eguali. I loro giardini sono stracolmi di gnomi che, quando gli umani non sono nei paraggi, hanno preso l’abitudine di assumere gli stessi  comportamenti negativi  dei loro rispettivi proprietari. La faida ha assunto una natura ancor più personale tra gli gnomi, carichi come sono di tutti i pregiudizi umani verso “l’altro”.

E se la storia è quella nota di un amore impossibile, fortunatamente per i nanetti da Giardino la versione offre un terzo atto diverso, la conclusione tragica di Shakespeare qui non esite. Del resto è pur sempre una commedia, è pur sempre un film per bambini.

Interessante in questo tipo di operazioni, provare a sondare l’aspetto tecnico del racconto animato e le difficoltà che ha comportato: ritrovare nell’animazione (affidata alla canadese Starz Animation) i materiali dei personaggi originali, come la plastica di cui sono fatti gli gnomi; riprodurre in ogni momento quello che è il punto di vista dei piccoli gnomi e ancora, la veridicità dei giardini, per cui l’art director e scenografa Karen deJong ha studiato in profondità i giardini residenziali inglesi e la loro vegetazione.  “Volevamo essere certi che ogni giardino ed ogni location avesse una propria identità. – ha spiegato – Ad esempio, il giardino blu della signora Montague è caratterizzato da delle aiuole di fiori ricurve, e il tema del giardino è il vento, (ed infatti vi si trovano numerose girandole). Mentre il giardino rosso del Signor Capulet si ispira al tema dell’acqua ed è caratterizzato da materiali più pesanti e da linee più dritte”.

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