Cinema: la recensione. This is England

I premi non gli sono mancati: Festival lnternazionale del Film di Roma – Premio Speciale della Giuria, British Independent Film Award – Miglior Film Indipendente […]

I premi non gli sono mancati: Festival lnternazionale del Film di Roma – Premio Speciale della Giuria, British Independent Film Award – Miglior Film Indipendente & Miglior Attore Emergente, London Film Festival – Premio UK Film Talent, Newport International Film Festival – Miglior Regia, Mons International Festival of Love Films – Miglior Film Europeo, Gijón International Film Festival – Premio del pubblico, B.A.F.T.A. – Miglior Film.

Si tratta di This is England scritto e diretto da Shane Meadows giovane ma già consumato regista  che della sua Inghilterra ci consegna un ritratto feroce e poetico.

La colonna sonora, fantastica, vede anche la collaborazione dell’italiano Ludovico Einaudi. Il film è un perfetto incontro di microstoria nella grande storia, un esempio di come talvolta il vissuto individuale s’intreccia e si compone sullo sfondo di quella storia che influenza e determina in modo silente le nostre vite.

Attrice non protagonista la prima ministra MargarethThatcher che con la sua a dir poco sconsiderata politica ha segnato una pagina importante della storia inglese grazie ad una politica nazionalista e guerrafondaia. Proprio nella guerra delle isole Falkland, strascico di quella politica colonialista di stampo ottocentesco dura a morire, perde la vita il papà di  Shaun, giovane protagonista del film, straordinario interprete di quell’eterna difficoltà a trovare un posto nel mondo, un’ appartenenza che ci identifichi e completi.

Siamo nell’Inghilterra degli anni Ottanta e Shaun porta i pantaloni a zampa, retaggio di una cultura hippie, comprati con il padre prima che  partisse senza più ritornare per una guerra inutile di mero predominio nazionalista. Gli  amici  di scuola lo deridono ma trova in un gruppo di giovani Skinhead il gruppo  cui  appartenere, primo rito d’iniziazione e di appartenenza uniformarsi al look e soprattutto rasare i capelli. Gli Skinhead nascono come movimento giovanile di una cultura suburbana con i tratti distintivi classici dei movimenti giovanili, modo di vestire, musica e infarinature ideologiche .

Taluni coltivando odi razziali che non sono altro che la cartina di tornasole di un malessere più profondo e di un bisogno di riconoscimento ed appartenenza. Oltre ad essere una storia di denuncia sociale This is England  è anche una storia d’ iniziazione alla vita, il piccolo  Shaun, nel corso del film, cambierà taglio di capelli e  vestiti per uniformarsi allo stile dei nuovi amici, incontra anche una sorta di fidanzata virtuale un po’ punk  e stralunata che spesso lo esorta a “succhiare le tette”.

La sceneggiatura perfetta, dialoghi essenziali , denso di primissimi piani intensi . Momento sublime è l‘ultima inquadratura dove Shaun dopo aver buttato in acqua la bandiera di San Giorgio, simbolo di quella sconsiderata ideologia nazionalista e incarnazione  di un malessere  più ampio, guarda dritto in camera come la bambina de La Dolce vita di Fellini .

Citazione consapevole? Non lo sappiamo, ma quando il cinema cita il cinema allora un brivido corre dietro la schiena …e quegli occhi ci restano restano attaccati addosso con tutto il carico della loro storia, questa è l’Inghilterra e questo è cinema. (Virginia Zullo)

 

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