Angelina Jolie, da Hollywood alla Bosnia

E brava Angelina Jolie e la sua ultima “follia”: “In the land of blod and honey” (Nella terra del sangue e miele), film di cui […]

E brava Angelina Jolie e la sua ultima “follia”: “In the land of blod and honey” (Nella terra del sangue e miele), film di cui è regista e sceneggiatrice – ma non interprete – col quale in questi giorni ha debuttato sugli schermi americani.

Il fatto che una delle dive più pagate di Hollywood decida di cimentarsi alla macchina da presa con un tema duro e un film difficile, girato in lingua serba e ambientato durante la guerra in Bosnia del ’90, e che scelga per la sua opera attori balcanici sconosciuti e che per giunta non ceda alla tentazione di mostrarsi alla cinepresa per rendere più “patinato” il prodotto, ci fa plaudire a questa lucida “follia” e alla sua autrice. Angelina stessa lo aveva detto “quando ho scritto il film molti mi hanno creduto pazza”, ma adesso che è candidato ai Golden Globes come miglior film in lingua straniera e che in patria riceve apprezzamenti su apprezzamenti per la moralità della storia e per gli interrogativi che solleva, c’è da dire che la scommessa è già quasi vinta.

 

Sullo sfondo della guerra bosniaca che ha lacerato la regione balcanica sin dal 1990 il film racconta la storia di Danijel (Goran Kostic) e Ajla (Zana Marjanovic), due bosniaci collocati ai lati opposti di un brutale conflitto etnico. Danijel, un ufficiale di polizia serbo-bosniaco, e Ajla, artista bosniaca musulmana, vivono una storia d’amore prima che la guerra abbia inizio, ma il loro rapporto inevitabilmente cambia non appena la violenza avvolge il paese.

Trascorrono diversi mesi, Danijel alle dipendenze di suo padre, il generale Nebojsa Vukojevich (Rade Serbedzija) è ufficiale dell’esercito serbo-bosniaco, diventa in pratica un genocida; lei riesce a sopravvivere in uno dei campi di stupro dell’esercito. Lui e Ajla si ritroveranno faccia a faccia ancora una volta quando le truppe di Danijel irrompono nell’appartamento che questa divide con la sorella, Lejla (Vanessa Glodjo), e il suo neonato. La coppia si riunisce, con lei che diventa contemporaneamente prigioniera di lui e sua amante.

 

Un film che ritrae l’incredibile pedaggio emotivo, morale e fisico che la guerra pretende dagli individui così come le conseguenze che derivano dalla mancanza di volontà politica di intervenire in una società colpita da conflitti. Ha detto Angelina Jolie a questo proposito: “Spero che la gente guardi il film e pensi: perché non abbiamo fermato quella guerra?

 

 

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