Alain Delon, l’omaggio di Cannes

Alain Delon sarà celebrato al Festival di Cannes con la presentazione del restauro del film Delitto in pieno sole (1960) nella sezione Cannes Classics

Nel trailer del film di René Clément una voce fuori campo dice: “Una figura di angelo, ma un’anima diabolica“, sembra il ritratto che l’immaginario popolare lega ad Alain Delon più che quello del personaggio che interpretò, ormai 53 anni fa, in Delitto in pieno sole, il film tratto dal romanzo di Patricia Highsmith, Il talento di Mr. Ripley, che gli aprì la via del successo mondiale, poco prima di Rocco e i suoi Fratelli, prima della lunga serie di film chiamati ad amplificare tutto il tratto inquieto e inquietante della sua personalità.  L’uomo più bello del mondo, bello e dannato come mito impone.      

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Delitto in pieno sole

Due anni fa, è stato Jean-Paul Belmondo, per Delon l’amico-nemico di molte avventure ad essere omaggiato a Cannes,  quest’anno toccherà a lui anche se non è chiaro – e se non è

Al festival di Locarno, 2011 (Copyright, festival Locarno)

chiaro è facilmente un no – se gli verrà consegnata una Palma alla carriera, riconoscimento che l’anno scorso, ad esempio, non fu assegnato a nessuno. A ogni modo l’attore sarà a Cannes per la proiezione di Plein Soleil (questo il titolo originale del film restaurato dal laboratorio bolognese de L’immagine ritrovata) sabato 25 maggio, l’ultima sua volta sulla Croisette è stata nel 2010 per la presentazione di un altro restauro, Il Gattopoardo di Luchino Visconti, che nel 1963 (50 anni fa) vinse la Palma d’Oro. Un’altra mitica interpretazione di Delon, un altro sguardo all’indietro per l’attore ormai 78enne che quando fu omaggiato a Locarno, nel 2011, fu chiaro “Certi premi si consegnano a chi ha un piede nella fossa, io però non ho nessuna intenzione di morire”.

E’ un personaggio shakesperiano smarrito in un’epoca di sfacelo generale, che percorre il mondo col suo sguardo d’acciaio, in cui sembrano brillare delle lacrime venute dalla più remota infanzia”. Così scrisse di Alain Delon lo scrittore Pascal Jardin. Si riferiva alla sua carriera d’attore. Contrastata, come in forte chiaroscuro è il personaggio che emerge dalla sua biografia.

Magnetico, bellissimo, talento unico, enigmatico e inquietante dalla vita romanzesca. Nato l’8 novembre 1935, a Sceaux, ha un’infanzia difficile, espulso da una lunga serie di scuole a 17 anni, si unisce ai corpi speciali francesi e va a fare il paracadutista in Indocina. Dopo il suo congedo, Delon torna a Marsiglia e stringe amicizia con aspirante attore Jean-Claude Brialy, che lo invita a partecipare al Festival di Cannes 1957. Ci va e data la bellezza ottiene un certo numero di offerte per film, alla fine accetta una piccola parte nel film di Edwige Feuillere Quand la Femme Mele S’en, segue un’apparizione in Sois Belle Et Tais-Toi, nel 1958 il suo primo ruolo da protagonista, era al fianco di Romy Schneider in Christine del 1958. Una manciata ruoli di supporto ed arriva l’elegante film di Rene Clement del 1960, il thriller Plein Soleil, un successo internazionale che lo lancia nel ruolo dell’americano omicida in vacanza in Italia. E nello stesso anno ecco Luchino Visconti che lo chiama per Rocco e i suoi fratelli. Delon è ormai una stella lanciata nel firmamento mondiale, arriveranno altri film, altri registi importanti, anche Antonioni, nel ’62 lo vorrà per L’Eclisse.  Il resto è biografia e filmografia, straordinariamente coincidenti nell’immaginario collettivo. Immaginario per il quale Delon è tipo duro, audace, capace di accettare qualsiasi sfida, anche immorale e agli occhi di molti spettatori, i suoi innumerevoli ritratti di gangster, assassini e devianti sessuali assumono nuova realtà alla luce della sua discussa vita fuori dallo schermo, quella che lo porterà a scioccare il pubblico dichiarando, negli anni ’60 d’aver avuto rapporti omosessuali, quella che lo farà finire nelle pagine di nera, associato a un brutto caso di omicidio, un intreccio sordido di sesso e droga. Nel mondo del cinema, però, chiedere di Delon era chiedere di un matto dal cuore generoso. Quello che è vero, al di là delle cronache e dei pettegolezzi, è che Delon è “attore intelligente e misterioso. Uno che non recita, ma è semplicemente lui, è Alain Delon”, per dirla con le parole di Olivier Père.

(a.d)

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