Vauro lascia Il Manifesto e approda al Fatto Quotidiano

Il fumettista più “crudele” d’Italia, lascia la sua storica testata e approda al Fatto Quotidiano. I suoi estimatori si dividono e dal Manifesto fanno sapere l’enorme dispiacere. Ecco la lettera di Vauro e la risposta del quotidiano “scaricato”.

La satira tagliente di Vauro è stata da sempre riconoscibile attraverso la sua storica collaborazione con il quotidiano di sinistra Il Manifesto. Gli estimatori del fumettista lo hanno da sempre associato a uno dei quotidiani più “estremi” del nostro Paese, del resto la liaison artistica tra Vauro e Il Manifesto è storica. Da ieri però, qualcosa è cambiato.

Vauro approda verso altri lidi, arrivando al Fatto Quotidiano , e decide di salutare “i suoi compagni” attraverso una lettera:

“Cari compagni sarò sempre in debito.

Dire arrivederci è sempre un po’ penoso. Lo è ancora di più dopo aver vissuto insieme per quasi trent’anni la splendida e tormentata avventura che è stata ed è il Manifesto. Tanto penoso che sarei stato tentato di andarmene zitto zitto,quatto quatto. Ma non me lo sarei mai perdonato. Ed allora eccomi qua a cercare di mettere insieme poche parole per un saluto. Un saluto a tutti i compagni e le compagne del giornale. Un saluto ideale e commosso a quelli, come Luigi, che non sono più tra noi. Un saluto a chi ci legge ed anche (e sono troppi) a chi ha smesso di farlo. Sento di avere un enorme debito con gli uomini e con le donne del Manifesto. Il debito di una libertà mai “concessa” ma sempre scaturita dal confronto, dalla discussione anche aspra sulle idee e sul modo di scriverle o disegnarle”

Puntuale arriva la risposta dalle pagine del Manifesto, attraverso le parole di Norma Rangeri, direttore responsabile del quotidiano:

“La decisione di Vauro di lasciarci ci sorprende. E ci amareggia. Perché riguarda una persona che ha contribuito a scrivere la storia del nostro giornale. Il Manifesto sta attraversando il momento più difficile della sua esistenza quarantennale. La direzione, la redazione, i tecnici, tutte e tutti sanno di avere un futuro incerto, perché siamo “in liquidazione” e del doman non v’è certezza. Eppure tutte e tutti hanno capito che proprio la difficoltà del momento richiede uno sforzo più grande perché il Manifesto possa continuare il suo cammino di testata storica dell’informazione in Italia.

È vero che alcune firme, alcuni collaboratori, hanno preso altre strade (paghiamo poco o nulla). Eppure abbiamo sempre pensato che le idee, la libertà di opinione e di espressione, il confronto anche aspro ma sempre franco, la passione per la battaglia politica, fossero una garanzia per poter continuare a combattere. Forse ci siamo in parte illusi. L’uscita di Vauro, che va al Fatto Quotidiano, lo conferma. Gli facciamo tanti auguri (e che possa avere la stessa libertà di matita che ha avuto al Manifesto) e per salutarlo gli dedichiamo una sua vignetta d’archivio”.

 

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