Noam Chomsky, Europa a rischio dittature

Noam Chomsky all’Auditorium di Roma per il Festival delle Scienze traccia un quadro desolante della contemporaneità

Nel corso dell’incontro con la stampa il grande linguista ha anticipato alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso dei due appuntamenti con il pubblico romano (entrambi esauriti): la talk opera in scena questa sera in Sala Sinopoli e la lectio magistralis prevista domani sera in Sala Petrassi. Per quest’ultimo appuntamento è stato predisposto uno schermo nel foyer per dare modo a tutti coloro che non fossero potuti accedere in sala, di assistere alla conferenza.

Tra le altre affermazioni, Chomsky ha dato un giudizio assai drastico sulle democrazie europee, “al collasso totale”, spesso gestite da “burocrati di Bruxelles”. Le conseguenze di questa situazione potrebbero essere molto gravi, fino all’insorgere di governi totalitari. E sull’Italia, il filosofo, nonché il più grande lingusta vivente ha aggiunto: “La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori“. –

Molto critico col neoliberismo imperante, Chomsky lo ha definito “un attacco alle popolazioni mondiali”. Secondo un recente rapporto di Oxfam, la ricchezza è nelle mani di un numero sempre più ristretto di persone: “85 persone al mondo detengono la stessa ricchezza di 3 miliardi e mezzo di esseri umani”. 85 anni, definito l’uomo più citato al mondo dopo la Bibbia, Marx e Shakespeare, l’intellettuale da anni continua a condannare i sistemi neoliberisti e neocolonialisti.

Anche sul fronte dell’informazione la situazione è veramente desolante. Rispetto alle sue precedenti venute in Italia, Chomsky rileva che oggi è sempre più scarsa la diffusione di notizie internazionali o di carattere non locale. E sui new media parla della “tendenza a sospingere gli utenti verso una visione del mondo più ristretta perché quasi automaticamente le persone sono attratte verso quei nuovi media che fanno eco alle loro stesse vedute“.

Sarà dunque Noam Chomsky a spiegare la sua teoria rivoluzionaria sulla grammatica generativa-trasformazionale che ha cambiato per sempre gli studi sulla lingua e le scienze cognitive. Domani 25 gennaio alle ore 21, Chomsky – introdotto da Andrea Moro – è il protagonista di una serata speciale in Sala Petrassi: Il linguaggio come organo della mente. Per raccontare come è nata la teoria dirompente secondo la quale per comprendere il linguaggio non basta analizzarne la struttura.

 

 

 

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