Nelson Mandela è morto: il ricordo di Barack Obama [TESTO e VIDEO]

Il Presidente degli Stati Uniti d’America ricorda con un discorso toccante l’uomo che ha cambiato la storia del mondo.

Era dal almeno 48 ore che la notizia stava facendo il giro del mondo. Nelson Mandela sarebbe potuto morire da un momento all’altro, le sue condizioni erano peggiorate ulteriormente. La notizia ha fatto immediatamente il giro della rete e tutto il mondo ha regalato un ricordo commosso di Madiba. Nelson Mandela è morto intorno alle 23:00 (ora italiana) del 5 dicembre 2013.

Barack Obama, in diretta dalla Casa Bianca, ha ricordato con queste toccanti parole l’uomo che ha regalato al mondo un respiro di speranza e ha insegnato il valore della libertà e dell’uguaglianza. Ecco le sue parole

Al suo processo, nel 1964, Nelson Mandela chiuse le sue dichiarazioni dal banco degli imputati dicendo: «Ho combattuto contro il dominio dei bianchi, e ho combattuto contro il dominio dei neri. Ho difeso l’idea di una società democratica e libera in cui tutti vivono in armonia e con le stesse opportunità. Se fosse necessario, è un ideale per cui sono pronto a morire».

E Nelson Mandela ha vissuto per quell’ideale, lo ha reso reale. Ha ottenuto più di quanto ci si potesse aspettare da qualunque uomo. Oggi, è tornato a casa. E abbiamo perso uno degli esseri umani più influenti, coraggiosi, e profondamente buoni con cui ciascuno di noi avrà mai condiviso il suo tempo sulla Terra. Non appartiene più a noi – ora appartiene alle epoche.

Grazie alla sue fiera dignità e alla inflessibile volontà di sacrificare la propria libertà per la libertà degli altri, Madiba ha trasformato il Sudafrica, e ha commosso tutti noi. Il suo viaggio da prigioniero a presidente ha incarnato la promessa che gli uomini – e le nazioni – possono cambiare in meglio. Il suo impegno a cedere il potere e a riconciliarsi con quelli che lo avevano incarcerato ha segnato un esempio verso cui ogni uomo dovrebbe tendere, sia per la vita delle nazioni sia per le nostre vite personali.

E il fatto che abbia compiuto tutto ciò con leggerezza e buonumore, e la capacità di riconoscere le proprie imperfezioni, non fa che rendere il tutto ancora più notevole. Come disse una volta: «Non sono un santo, a meno che non pensiate che un santo è un peccatore che non smette di provare».

Sono uno dei milioni di persone che hanno tratto ispirazione dalla vita di Nelson Mandela. I miei primi gesti da politico, la prima cosa che abbia mai fatto che riguardava la politica, fu una protesta contro l’apartheid. Ho studiato le sue parole e i suoi scritti. Il giorno che fu liberato di prigione mi diede il senso di cosa più fare un uomo quando è guidato dalle sue speranze e non dalle sue paure. E come molti altri in tutto il mondo, non riesco a immaginare la mia vita senza l’esempio di Nelson Mandela, e finché vivrò farò il possibile per imparare da lui.

A Graça Machel e alla sua famiglia, Michelle e io inviamo la nostra profonda simpatia e la gratitudine per aver condiviso quest’uomo straordinario con noi. Il lavoro della sua vita significò lunghi giorni di distanza dalle persone che amava di più. E posso solo sperare che il tempo trascorso con lui in queste ultime settimane sia stato di pace e di conforto per la sua famiglia.

Alla gente del Sudafrica, abbiamo tratto forza dall’esempio di rinnovamento, di riconciliazione e di resistenza che avete reso realtà. Un Sudafrica libero e in pace con se stesso è un esempio per il mondo, ed è l’eredità di Madiba per la nazione che amava.

Forse non vedremo mai più un uomo come Nelson Mandela. Per questo tocca a noi seguire meglio che possiamo l’esempio che ha dato: fare le nostre scelte guidati non dall’odio, ma dall’amore; mai dimenticare che ogni persona può fare la differenza; lottare per un futuro che sia all’altezza del suo sacrificio.

Per ora, fermiamoci a ringraziare per la vita di Nelson Mandela, un uomo che ha preso la storia nelle sue mani, e che ha piegato l’arco dell’universo morale in direzione della giustizia. Che Dio benedica la sua memoria e gli dia la pace.

 

 

Fonte: http://www.europaquotidiano.it

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