Locarno, venerdì appuntamento con la classica

Gli effetti positivi della globalizzazione culturale. Così si potrebbe sintetizzare il programma del prossimo appuntamento con i Concerti d’autunno di Rete Due che si terrà venerdì 7 dicembre (ore 20.30) al Palazzetto FEVI di Locarno

Dunque, venerdì, al palazzetto Fevi di Locarno, i protagonisti del doppio appuntamento sul Lago Maggiore con l’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Miguel Harth-Bedoya, saranno due illustri musicisti provenienti da paesi dalla tradizione musicale classica decisamente recente: il Perù e l’Iran.
Peruviano è il giovane direttore d’orchestra – salutato come un autentico prodigio sui palcoscenici del “nord del mondo” che sin qui l’hanno visto protagonista – che con gli inconfondibili colori del Sudamerica ha deciso di arricchire il programma di concerto, grazie alle pagine di Baltasar Jaime Martínez Compañón (Coleccíon de Música Virreinal), Heitor Villa-Lobos (Sinfonietta n. 1 in si bemolle maggiore) e Jimmy López (Fiesta!).

Assolutamente classico ed europeo sarà invece l’intervento,con il Concerto per pianoforte e orchestra in re minore n. 20 KV 466 di Mozart, del solista iraniano Ramin Bahrami. Nato a Teheran ma rifugiatosi in giovane età in Europa, Bahrami ha sorpreso pubblico e critica internazionali con le sue recenti interpretazioni del repertorio preromantico per tastiera – soprattutto Bach ma anche Mozart – grazie ad una lettura rigorosa e al tempo stesso inventiva.
Il concerto ha il sostegno della Città di Locarno, dell’Ente Turistico Lago Maggiore e della Fondazione Cultura nel Locarnese. Media Partner: Corriere del Ticino.
Informazioni: rsi.ch/autunno.

Programma:
Baltasar Jaime Martínez Compañón, Coleccíon de Música Virreinal (1783)
Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra in re minore n. 20 KV 466
Heitor Villa-Lobos, Sinfonietta n. 1 in si bemolle maggiore
Jimmy López, Fiesta!

MIGUEL HARTH-BEDOYA
Recentemente nominato direttore principale dell’Orchestra della Radio Norvegese per il 2013/2014, è attualmente direttore musicale della Fort Worth Symphony Orchestra per la dodicesima stagione. È fondatore e direttore artistico del Caminos del Inka, un’organizzazione non-profit che si dedica alla divulgazione e alla promozione della musica delle Americhe. Ha diretto più volte le maggiori orchestre negli Stati Uniti e in tutto il mondo si è esibito con le maggiori formazioni sinfoniche, tra le quali l’Orchestra Filarmonica di Helsinki, la Royal Scottish Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Castiglia e León a Valladolid, l’Orchestra Nazionale di Spagna, la MDR Sinfonieorchester di Lipsia, la Dresdner Philharmonie, l’Orchestre de la Suisse Romande e la Sydney Symphony. Vincitore nel 2002 del Seaver/NEA Conductors Award, è stato direttore musicale della neozelandese Auckland Philharmonia, della Eugene Symphony, dell’Orchestra Filarmonica di Lima e della New York Youth Symphony (Carnegie Hall). Le sue importanti registrazioni discografiche lo hanno portato alla nomina per il Grammy in due categorie nel 2009 e a vincere l’Emmy Award.

Il maestro dell’orchestra

RAMIN BAHRAMI
Considerato tra i più interessanti interpreti bachiani viventi, ha al suo attivo anche importanti registrazioni discografiche (2009 DECCA Universal). Il pianista iraniano approfondisce ed unisce nel suo lavoro interpretativo di Bach la visione europea con quella orientale. Nel 2009 debutta con Bach alla Gewandhaus di Lipsia, invitato da Riccardo Chailly, ottenendo entusiasti consensi da parte della critica. Ha al suo attivo un’importante carriera pianistica in Europa e in particolare in Italia. Prossimamente si esibirà anche in oriente (in Cina al Beijing Piano Festival). Nato a Teheran, dopo la rivoluzione politica del suo Paese trova rifugio in Italia, dove si diploma in pianoforte con Piero Rattalino al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Approfondisce gli studi all’Accademia Pianistica Incontri col Maestro di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule fur Musik di Stoccarda. Si perfeziona con Alexis Weissenberg, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck. Debutta nel 1998 al Teatro Bellini di Catania. Nel 2009 viene insignito del Premio Città di Piacenza–Giuseppe Verdi.

Foto di testa Ramin Bahrami

(a cura di gm)

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