Julia Pastrana. Migliaia di fiori per la “donna più brutta del mondo”

Laura Anderson Barbata, è la donna che è riuscita a riportare in Messico e a ridare dignità al corpo della “donna scimmia”

Julia Pastrana è tornata a casa. A 153 anni dalla morte liberatrice, quella che fu nota come la donna più brutta del mondo, alternativamente chiamata donna scimmia, donna orango, ibrido meraviglioso, è stata seppellita martedì nella sua citta natale, Sinaloa, in Messico. Ad accoglierla trentamila fiori, giunti in Messico grazie a un’iniziativa on line, estremo gesto di pietà verso una donna che fu venduta, schiavizzata, esposta e che neppure da morta ha potuto trovare pace. Sino ad ora. Il suo corpo, infatti, è rimasto a lungo custodito in un seminterrato dell’Università di Oslo.

 

Julia era affetta da quella patologia che in termini scientifici si chiama “ipertricosi lanuginosa”, aveva il corpo completamente ricoperto di peluria e una mascella molto pronunciata. Aveva anche una voce mezzosoprano e ballava con abilità. Così a 20 anni fu venduta a un impresario messicano che la condusse in giro per le fiere e le piazze di Canada e gli Stati Uniti, presentata come l’anello mancante tra uomo e orango. Si sposò a New York con un uomo divenne il suo agente e che la portò a esibirsi in Europa. Morì nel 1860 in Russia, aveva solo 26 anni ed aveva appena dato alla luce un figlio cui aveva tramandato la sua condizione e che sopravvisse solo qualche ora. Il vedovo continuò a mostrare i corpi imbalsamati di entrambi fino alla fine dei suoi giorni. I resti passarono quindi nelle mani di gente di spettacolo norvegese che non riuscirono a preservare il corpo del bambino, e fu a quel punto che la Collezione Schreiner – Istituto di Scienze Mediche dell’Università di Oslo prese in custodia il corpo di Julia, depositandolo per anni in seminterrato.

 

Un’altra donna, l’artista Laura Anderson Barbata ha condotto una battaglia lunga dieci anni per far rientrare Julia in Messico, chiedeva, ed ha ottenuto “un riconoscimento collettivo, il ripristino della dignità umana” . L’artista ha anche lanciato un’iniziativa per donare fiori on-line a Julia. Sono arrivati 31.400 tra violacciocche e gladioli.

Martedì la bara di zinco bianco è arrivata quindi a Sinaloa de Leyva, dopo una Messa funebre è  stata sepolta al doppio della profondità normale e coperta di cemento per evitare profanazioni.

Julia Pastrana fu oggetto di studio anche per Charles Darwin, inoltre la sua storia ha ispirato a Marco Ferreri il film La Donna Scimmia (1964). (g.m)

Pastrana

 

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