Verso Monet, un successo e una riflessione

Verso Monet alla Basilica Palladiana di Vicenza fino al 4 maggio: 14.225 visitatori in 9 giorni e 70 mila già prenotati

Il tema del paesaggio è ammiccante e popolare, la corposa presenza degli impressionisti, cui la mostra dedica ampio spazio (per approfondire rimandiamo all’articolo dedicato alla prima tappa dell’esposizione, a Verona) è di per sé garanzia di successo, ma per gli organizzatori (leggasi Linea d’Ombra di Marco Goldin) l’ingrediente supplementare della mostra “Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento” è Vicenza, città che “piace moltissimo”. Il dato emerge dall’analisi dei numeri relativi ai primi 9 giorni di apertura: la mostra è stata visitata e ammirata da 14.225 persone, con una media di circa 1600 biglietti al giorno. Domenica 2 marzo i visitatori a Vicenza sono stati 3005, dati che arrivano dopo che ben 211 mila persone l’anno già ammirata a Verona.
Per questo, riconosce Marco Goldin, che della mostra è curatore e organizzatore, è legittimo riconoscere che a funzionare è ovviamente la mostra in sè ma anche il luogo, Vicenza, città bellissima e accogliente, come ben sa chi è venuto qui lo scorso anno per ammirare la precedente esposizione sulla storia del ritratto.
Mentre più di 14 mila persone l’hanno già ammirata in soli 9 giorni, altri 70 mila sono virtualmente in coda per visitarla: sono quelli che hanno già acquistato sul sito di Linea d’ombra il biglietto della mostra. Provengono da ben 80 province italiane.
Se l’attuale percentuale prenotati / non prenotati dovesse confermarsi corretta, è concreto pensare che la mostra vicentina sarà un trionfo. Nelle prime giornate infatti, sul totale dei visitatori, i prenotati hanno pesato per il 48%, i non prenotati per il 52%”.

 

Leccarsi le dita e sognare di spendere gli scarsi residui dei bilanci comunali nell’allestimento di mostre “attrattive”, o destinare le stesse energie ad un’opera di valorizzazione delle bellezze locali, quelle che in ogni città, in ogni borgo del Bel Paese abbondano ma giacciono talvolta dimenticate? E’ la domanda che certe cifre sollevano. E se è “facile” pensare ai grandi numeri tirando in ballo Monet e compagni, occorre uno sforzo d’immaginazione per contemplare una fruibilità rispettosa ma ampia del magnifico patrimonio custodito nella provincia italiana. Ma non era proprio la fantasia il tratto caratterizzante degli italiani?  

Informazioni mostra: www.lineadombra.it

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