Valore Cultura, ecco il decreto del Governo Letta

Ripartenza per Pompei e Fondazioni lirico sinfoniche, musei, conferma del tax credit per il cinema (e, novità, anche per la musica), riaperture eccezionali, centri di produzione per l’arte contemporanea e il via libera alla digitalizzazione di tutto il patrimonio culturale italiano. Sono i punti qualificanti del decreto Valore Cultura, presentato ieri dal Governo: “Erano 30 anni che un Governo non varava un decreto interamente dedicato alla Cultura”, ha sottolineato Massimo Bray, confermando quella promessa della prima ora, fatta dallo stesso Letta, per cui la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale – volano di sviluppo e turismo – diventava una priorità dell’esecutivo

A quasi cento giorni dall’insediamento del Governo, all’indomani della sentenza della Cassazione che spalanca l’uscio alle più grandi incertezze sul futuro dell’esecutivo e cattura, comprensibilmente, le attenzioni dei media, arriva un decreto importante, un pacchetto di provvedimenti che può significare l’inversione di rotta nelle politiche culturali italiane (o la nascita delle stesse) dopo anni di latitanza della politica. I punti che contiene sono numerosi, e ciascuno merita approfondimenti ad hoc (quelli ce li riserviamo per i prossimi giorni), senza considerare che, in fase di conversione del decreto, dal Parlamento potrebbero giungere modifiche. Proviamo a sintetizzare quanto è sulla carta:

 

PRIMO PUNTO: POMPEI  “Deve diventare l’esempio di quello che siamo in grado di fare” (M. Bray)

 

Obiettivo: concludere il progetto Grande Pompei entro il 2015 (progetto che, ricordiamo, non include solo i restauri ma la valorizzazione complessiva del sito)

Un direttore generale sarà nominato a gestire e coordinare gli interventi dentro e fuori il sito, sarà l’amministratore unico del nuovo organismo “progetto Pompei” che definirà i tempi degli interventi e potrà ricevere donazioni ed erogazioni liberali.

Pompei, con Ercolano e Stabia avranno una Soprintendenza speciale, separata dunque da quella archeologica di Napoli

Caserta e le Residenze borboniche entreranno invece nel polo museale napoletano e nascerà una nuova Soprintendenza per i Beni archeologici.

 

MUSEI

I ricavati della vendita dei biglietti e del merchandising dei musei andranno interamente al Mibac (la Finanziaria 2008 li aveva ridotti al 10 per cento). Con quei fondi saranno gestite “meglio” le aperture museali.

Spazi demaniali saranno affittati agli artisti under 35 (l’esempio è quello parigino di 59 Rivoli) destinati alla produzione contemporanea.

8 milioni di euro lo stanziamento per i Nuovi Uffizi.

4 milioni di euro per il Museo della Shoah di Ferrara.

2 milioni di euro per interventi urgenti su alcuni siti, come la chiesa di San Giorgio a Ferrara e il cimitero di Campo di Fossoli.

 

500 GIOVANI PER LA CULTURA

E’ il progetto che prevede l’assunzione per 12 mesi come tirocinanti di 500 laureati under 35 che si occupino della catalogazione e digitalizzazione dell’intero patrimonio culturale italiano. Si parte dal Sud (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) con i primi cento giovani.

 

CINEMA E MUSICA

Consolidato il tax credit per il cinema. Lo stanziamento previsto è di 90 milioni e coprirà gli anni 2014 e 2015. L’auspicio è attirare così anche nuove produzioni internazionali.

Per far fronte alla crisi del mercato musicale arriva, e questa è la novità, il tax credit per la musica. La cifra stanziata è di 5 milioni e ne beneficeranno opere prime e seconde, senza distinzioni di genere .

 

FONDAZIONI LIRICHE

Il delicato capitolo delle fondazioni liriche collassate ( o ai limiti del collasso) a causa dei forti indebitamenti, trova risposta nell’istituzione di un fondo di 75 milioni di euro che sarà gestito da una commissario straordinario. Per accedere al fondo occorrerà presentare un piano industriale di risanamento, ridurre fino al 50 per cento il personale tecnico amministrativo ( e di questo il 50 per cento potrebbe essere trasferito nelle sedi territoriali di Ales Spa) e interrompere i contratti integrativi.

Obbligatori il pareggio di bilancio, l’applicazione del codice dei contratti pubblici e la cooperazione tra le fondazioni per condividere programmi e spettacoli.

Trasparenza, parola d’ordine di quella che, una volta completata, sarà la riforma strutturale dello spettacolo. Al momento il decreto stabilisce che i fondi saranno segnati in base alle attività svolte e rendicontate (non sui diritti acquisiti) e sarà istituita un’anagrafe degli incarichi negli enti di spettacolo.

 

DONAZIONI PIU’ AGEVOLI

Per donazioni fino a 5 mila euro a favore della Cultura, i privati non avranno oneri amministrativi, saranno inoltre garantite le destinazioni indicate e la piena pubblicità delle donazioni ricevute.

 

Domanda d’obbligo: Avrà il Governo Letta il tempo necessario per mettere in pratica tutto? La risposta dopo l’estate. (a.d)

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