Un ministero della Cultura? Sì grazie

Un ministero della Cultura per proteggere quel Made in Italy che non è solo cucina e moda…

La proposta di creare in Italia un ministero della Cultura arriva da due intellettuali di estrazione diversa: il filosofo (di sinistra) Roberto Esposito e l’editorialista del Corsera Ernesto Galli della Loggia (non di sinistra).

I due ribadiscono la necessità di istituire il dicastero per ridare piena centralità alla Cultura e spiegano: “L’Italia è uno dei pochi paesi d’Europa che non ha un ministero della Cultura: noi ne proponiamo l’istituzione. Lo facciamo conoscendo bene, naturalmente, i motivi che l’hanno fin qui sconsigliato. Ma ci sembra che assai più importanti siano le ragioni che militano a suo favore“. L’evocazione sinistra è quella al Minculpop, quel ministero istituito da Mussolini per favorire l’orrore di una “cultura di stato”; per i due studiosi si tratterebbe solo di andare nel segno del recupero della tradizione culturale italiana e della salvaguardia del patrimonio artistico. Il ministero così immaginato non sarebbe marginale ma uno dei centri decisivi del governo.

Ciò nonostante i rischi esistono, uno soprattutto: quello che i partiti entrino a piè pari nei gangli vitali del sistema cultura, decidendo quali siano le forme d’arte, letterarie, cinematografiche degne d’attenzione e quali no… (e la Rai di Berlusconi insegna) “Serve vigiliate ma bisogna correre un po’ di rischio“, ammette Esposito in un’intervista a L’Unità. E forse è un rischio che vale la pena di correre, in nome di quella ricchezza enorme malamente usata.

Vedremo se la proposta troverà accoglienza politica, noi di Daring, come abbiamo promesso qualche giorno fa, continueremo a vigilare, speranzosi che il tema Cultura possa entrare, finalmente, in campagna elettorale. (a.d)

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