Sylvester Stallone, il pittore si svela

“Sylvester Stallone. Dipinti. Dal 1975 a oggi”, al Museo di Stato di San Pietroburgo fino al 13 gennaio

Tanto sicuro di sé davanti alle telecamere quanto riservato nella sua passione parallela, quella del pittore. Sylvester Stallone espone le sue opere nientemeno che al Museo di Stato di San Pietroburgo, e si dimostra artista valido, tanto più che la passione artistica non è affatto di passaggio nella sua vita.

shadows_danceIn gioventù, prima della sua ascensione nell’Olimpo hollywoodiano, Sly aveva intenzione di diventare un artista. Dopo aver preso parte ad un corso in Svizzera, nel corso di quasi 50 anni, ha continuamente e seriamente lavorato per la sua arte, in parallelo con il suo lavoro nel cinema.

Il punto centrale nell’interpretazione dell’opera di Stallone è capire che le sue opere, un misto di figurazione dove si integrano elementi astratti e, talvolta, scritte, nascono da una necessità interiore dell’artista, ovvero quando la quantità di conoscenze accumulate, sensazioni e sentimenti chiedono di essere materializzati e di transitare in una nuova realtà. La pittura, secondo Stallone, è il modo più veloce e preciso di elaborare e tradurre il subconscio.

E così le immagini e i personaggi presenti nei quadri di Stallone, molti dei quali mutuati direttamente dai suoi film, in un certo senso replicano eventi della sua biografia creativa e personale, ma non sono ritratti nella comprensione tradizionale della parola. Nelle sue opere l’oggetto si rivela oltre che nelle sferzanti pennellate di colore anche attraverso il titolo, le parole, le lettere e i simboli dipinti direttamente sulla superficie della tela. La subordinazione costruttiva di elementi separati è spesso determinata dalla preferenza per un colore o un altro: bianco, rosso, nero. I dipinti di Stallone possono sembrare belli o selvaggi, abilmente fatti o no, ma non lasciano indifferente lo spettatore che percepisce come al loro interno viva il mistero dell’esperienza. Esprimono la forza della disperazione umana, la sofferenza e la speranza, sono “voci” in forma di dipinto. E’ evidente che Sylvester Stallone conosce e ha studiato la produzione artistica dei suoi contemporanei, in particolare Jean – Michel Basquiat e Andy Warhol ed apprezza certo il dripping  di Jackson Pollock. Info: www.rusmuseum.ru/eng/

 

(g.m)

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