Steve McQueen, tra arte e cinema. Una mostra imperdibile

Steve McQueen fino al 1 settembre 2013 allo Schaulager di Basilea. Una mostra curata da Heidi Naef e Isabel Friedli

Il museo di Basilea ha riparto i battenti dopo tre anni di restauri presentando la mostra più completa di opere del video artista e regista britannico Steve McQueen. Più di venti installazioni video e film di questo artista vengono presentati come in una città del cinema, integrati da fotografie e altre opere tra cui due realizzazioni nuovissime.
Nel corso di 20 anni di carriera, Steve McQueen (nato nel 1969 a Londra) ha creato un’opera straordinariamente diversificata. La sua arte è incessante trasformazione con ciascuna delle sue opere caratterizzate da un utilizzo altamente consapevole dei mezzi cinematografici. Anche i temi sono diversi, attraverso opere che esplorando il confine tra documentario e narrazione parla di politica, religione, violenza, questioni etniche.

Nel 1999 McQueen ha ricevuto il prestigioso Turner Prize della Tate Gallery di Londra, tra l’altro per  la video installazione Deadpan (un omaggio artistico a Buster Keaton). Nel 2002 ha partecipato a Documenta 11 con Western Deep e Leap di Carib. Nel 2009 ha rappresentato il suo paese natale, la Gran Bretagna, alla Biennale di Venezia.

In parallelo con al suo lavoro artistico concepito per la presentazione in galleria, McQueen ha diretto film per il cinema, e anche come regista “tradizionale” ha ottenuto dei riconoscimenti. Nel 2008, con Hunger ha vonto la Camera d’Or al Festival di Cannes, e Shame (2011) è stato proiettato in numerosi festival tra cui quelli di Venezia e Toronto. La sua più recente produzione, Twelve Years a Slave (ancora con Michael Fassbender, e con Brad Pitt) sarà rilasciato a dicembre.

Al culmine della sua carriera per McQueen i tempi erano dunque maturi per una panoramica che mettesse in relazione le opere tra loro, rivelando quello che è diventato un corpo straordinariamente coeso di lavoro. Tra giustapposizioni e combinazioni diverse, l’allestimento mette in dialogo immagini cinematografiche come in una galleria di pittura. Un’atmosfera quasi mistica è generata dall’attenta progettazione degli spazi interni ed esterni, rispecchiamenti e variazioni di intensità della luce e delle ombre. Gli spettatori scoprono così il carattere scultoreo dei pezzi di McQueen, a scoprire la presenza tangibile e l’impatto fisico dell’opera di questo artista.


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Un posto speciale occupa l’installazione Queen and Country, in prestito dall’Imperial War Museum di Londra. McQueen ha creato questo lavoro nel periodo 2007-2009 in memoria degli uomini e delle donne britannici che hanno perso la vita in Iraq. Impossibilitato a girare un film in Iraq a causa delle stringenti misure di sicurezza, l’artista ha deciso di produrre fogli in facsimile di francobolli recanti i ritratti dei morti di guerra. Fino a quando la Royal Mail non si impegnerà ad emettere i francobolli, McQueen considererà l’opera non finita e questi fogli saranno in vista negli espositori di un armadio di quercia – una testimonianza toccante sulle conseguenze della guerra.

 

Nota finale del museo. “La mostra Schaulager è senza precedenti, in quanto consiste quasi esclusivamente di immagini in movimento. Dal momento che lo spettacolo rappresenta una sfida per gli spettatori sia in termini di tempo che di diversità, il biglietto d’ingresso sarà valido per tre visite”. www.schaulager.org (a.d)

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