Roma. Parco della Musica, dieci anni in attivo

In attesa della grande festa che domenica 9 giugno celebrerà i dieci anni dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, è tempo di bilanci

Per il decimo anno consecutivo la Fondazione Musica per Roma, che gestisce il complesso progettato da Renzo Piano ha chiuso il bilancio positivamente. Un miracolo o una gestione da prendere ad esempio? Se appare superfluo sottolineare come in questo momento il settore culturale attraversi un “difficile momento”, l’utile registrato dalla Fondazione (43.820 euro al netto, ovvero 308.554 euro prima delle imposte) diventa un elemento degno di nota. Con un autofinaziamento che sfiora il 67 per cento (biglietteria e sponsor) e un programma di appuntamenti densissimo (grandi concerti, e piccoli concerti, mostre, incontri, festival, conferenze, mercatini e manifestazioni varie, proiezioni, e poi gli storici cicli dei processi alla storia e delle “lezioni di… “ ecc) il Parco della Musica è frequentato annualmente da oltre due milioni di persone, il che ne fa l’istituzione culturale più apprezzata d’Italia, ed una delle prime in Europa. E’ semplicemente questa la chiave del successo: eventi, eventi per tutti. Per tutte le età, per tutti i gusti. Ma anche un incremento delle co-produzioni che hanno consentito di ridurre i costi mantenendo elevata l’offerta culturale. E tanto per sottolineare che con la cultura si vive vogliamo ricordare che all’Auditorium lavorano circa 400 persone (una novantina a Musica per Roma, circa 250 all’Accademia Santa Cecilia, orchestrali inclusi, il rimanente alla Fondazione Cinema per Roma).

 

Così il presidente della fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina al termine del Cda: «È con grande orgoglio che presentiamo un bilancio in attivo per il decimo anno consecutivo. In un momento di crisi per il Paese e in un periodo di difficoltà per l’offerta culturale. I ricavi della Fondazione per l’anno 2012 si attestano intorno a 28 milioni di euro, con gli incassi da biglietteria che hanno superato i 5.269.000 euro e l’autofinanziamento che sfiora il 67%. Tutto ciò a fronte di un calo dei contributi di alcuni soci della Fondazione: la Regione Lazio, lo scorso anno, oltre a operare un taglio del 15%, non ha più confermato il finanziamento al festival di Villa Adriana. Nonostante ciò, il Parco della Musica ha continuato a offrire una programmazione di qualità, registrando oltre un milione di spettatori e circa due milioni di frequentatori, confermandosi la prima istituzione culturale in Italia e tra le prime in Europa. Nel 2012 gli eventi della Fondazione sono stati 676, di cui 503 direttamente prodotti. Gli spettatori degli eventi organizzati dalla Fondazione Musica per Roma sono risultati 572.907.  In questa maniera sono state gettate solide fondamenta per affrontare il 2013, che pure vive profonde difficoltà. I primi dati di quest’anno registrano un 3,5% di incassi da biglietteria e un 5,2% di biglietti strappati, rispetto allo stesso periodo del 2012. Infine, a giugno termineranno i festeggiamenti per il decennale dell’Auditorium. Domenica 9 per l’intera giornata tutte le sale dell’Auditorium saranno aperte al pubblico, in collaborazione con l’Accademia di Santa Cecilia e Gioco del Lotto, per la presentazione di decine di spettacoli ed eventi completamente gratuiti. Si tratterà di un grande regalo offerto alla città di Roma, in occasione dei dieci anni dalla nascita del “suo” Auditorium».

Parco_della_Musica_di_Roma

E così Carlo Fuortes, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma : “Si è trattato dell’anno più difficile per le generali condizioni di crisi, caratterizzato da tagli pesanti e da ridotte capacità di spesa. Una istituzione culturale deve evitare errori generalizzati, come l’inerzia, il taglio dell’offerta e la caratterizzazione come mero centro di spesa. La Fondazione Musica per Roma ha invece operato sui costi, garantendo la qualità dell’offerta ed effettuando con flessibilità cambiamenti di modelli produttivi: un esempio per tutti è costituito dall’incentivazione delle operazioni di coproduzione. Quella della Fondazione può essere considerata una case history esemplare di un modello di gestione assai diverso da quelli utilizzati normalmente in Italia. Basti pensare che, dal 2003 a tutto il 2012 l’offerta culturale in Auditorium è praticamente triplicata, passando da circa 400 a oltre 1.200 eventi l’anno. Uno dei motivi di successo è rappresentato da una programmazione diversificata – che non ha eguali in Italia e in Europa – che, oltre alla musica, ha attinto ad altri generi spettacolari della contemporaneità internazionale: la cultura è così andata in scena con successo all’Auditorium. Per quanto riguarda gli spettatori, le circa 600.000 presenze di oggi rappresentano 13 volte la quantità di pubblico iniziale del 2003. Altri elementi identificativi dell’alto grado di sviluppo della gestione sono rappresentati dai ricavi da biglietteria, aumentati di 25 volte rispetto agli esordi e dal livello complessivo dell’autofinanziamento che, da un iniziale 42%, è arrivato a rappresentare oggi più di 2/3 del totale. Questa fotografia di 10 anni di successo non sarebbe piena di immagini felici se non si tenesse conto di uno speciale rapporto di stima e di affetto con il pubblico, in particolare con il pubblico di Roma. Ne è testimonianza in questi giorni un evento innovativo: la prima grande mostra a pagamento che ha inaugurato il nuovo spazio Auditorium Expo (LIFE, i grandi fotografi), che ha registrato un livello di presenze assolutamente inaspettato: 2.500 paganti in 5 giorni. Gettando un occhio al futuro, possiamo dire di essere relativamente fiduciosi: il modello immaginato 10 anni fa continua a funzionare anche perché è possibile modellare la programmazione, differenziandola e rendendola sempre nuova e stimolante. Il ringraziamento finale ai dipendenti e ai collaboratori non è un atto formale: è grazie a questo staff che è stato possibile realizzare una storia di successo lunga 10 anni”.

(g.m)

 

 

 

 

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