Rodin, la mostra più grande è a Milano

Rodin: Milano, Palazzo Reale-Sala delle Cariatidi. 62 opere del grande scultore francese per la rassegna più completa mai concepita, in programma dal 17 ottobre al 26 gennaio 2014. La grande mostra dedicata ad Auguste Rodin (Parigi
1840 – Meudon 1917), successivamente sarà allestita a Roma, alle Terme di Diocleziano ed è curata da Aline Magnien, conservatore capo del patrimonio del Musée Rodin di Parigi, in collaborazione con Flavio Arensi. L’allestimento è di Didier Faustino

Una serie di prestiti eccezionali dai musei francesi fanno la ricchezza della mostra. Su tutti i marmi del Musée Rodin, il museo parigino collocato in quel settecentesco Hôtel Biron dove l’artista aveva il suo studio. E dal Rodin arriva il pezzo forte della mostra, Il bacio, due tonnellate e mezzo di marmo bianco capaci di farsi carne. La scultura più celebre di Rodin, assieme al Pensatore, è l’espressione di un erotismo puro che fece scandalo tra quella borghesia francese nella quale lo scultore aveva i suoi maggiori estimatori. Ispirata alla “dannazione” di Paolo e Francesca immaginata da Dante, l’opera è espressione di una sensualità che diventa tipica per Rodin, fatta corpi che si sfiorano, che si toccano, che intrecciano la materia.  L’altro aspetto che la mostra milanese considera è quel legame, deliberato, che Rodin stabilisce con Michelangelo. E non è un caso, infatti, che il percorso espositivo si apra con L’uomo dal naso rotto, ritratto omaggio al genio toscano che però fu rifiutato dal Salon parigino del 1864. Nel non finito che Rodin reitera tante e tante volte, il tributo più evidente all’opera del maestro italiano, ma quella incompiutezza che per Michelangelo è espressione di una lotta interiore con la materia e persino dolorosa, in Rodin acquista paradossalmente i caratteri della leziosità, della “maniera”. Ed è il suo limite, secondo molti.   Il confronto è aperto, un biglietto a prezzo speciale (€ 1,50) consente ai visitatori della mostra di Palazzo Reale, di completare l’immersione nella contemplazione di quella Pietà Rondadini che al Castello Sforzesco restituisce il senso più struggente del non finito michelangiolesco. Quando la realizzò il Buonarroti aveva 90 anni, e la forza per piegare il marmo ma non per “patinare” una vita di dolore.

Il Comune di Milano è felice di offrire ai visitatori di questa mostra l’occasione preziosa e rara di un confronto diretto, quasi contestuale, tra le opere di Rodin e la figura e l’arte di Michelangelo — ha dichiarato in proposito l’assessore alla Cultura Filippo Del CornoNon esiste infatti testo scientifico sulla vita e l’opera di Auguste Rodin che non faccia un riferimento, almeno fugace, alla Pietà Rondanini di Michelangelo, che nella storia dell’arte costituisce forse la più emblematica rappresentazione del “non finito”, cifra importante della rivoluzione linguistica della scultura moderna operata da Rodin.
Ma nel Museo d’Arte Antica al Castello, proprio davanti alla Pietà, è esposta anche un’altra opera che ha forti legami con l’arte di Rodin: una maschera in bronzo di Michelangelo eseguita dall’allievo Daniele da Volterra. L’eco di quest’opera, difatti, echeggia nella versione definitiva dell’‘Uomo dal naso rotto’. Un legame forte, dunque, quello tra questa mostra e le collezioni d’arte milanesi, che abbiamo voluto saldare invitando i visitatori di Rodin a visitare il Museo d’Arte Antica, e viceversa, con biglietto speciale e scontato”. www.mostrarodin.it (a.d)

 

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