Premio Furla 2009

Anche quest’anno, nel corso d Arte Fiera Bologna si è decisa una gamma di finalisti e un nuovo vincitore per il Premio Furla 2009. Curato […]

Anche quest’anno, nel corso d Arte Fiera Bologna si è decisa una gamma di finalisti e un nuovo vincitore per il Premio Furla 2009. Curato e ideato da Chiara Bertola con la consulenza di Giacinto di Pietrantonio, Angela Vettese (fino alla Quinta edizione)e Gianfranco Maraniello, il premio è organizzato dalla Fondazione Querini stampalia, Furla e da quattro anni anche dalla Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Tale riconoscimento, che ha visto vincitore Luca Trevisani nella scorsa edizione del 2007, tenta di fornire una panoramica omnicomprensiva nel campo della produzione artistica italiana. Si spazia infatti dalla video art, alla pittura, all’installazione, la fotografia e la scultura. I concorrenti, selezionati da una giuria che espressamente li “invita” a partecipare, permettono di stilare una lista di partecipanti selezionata e -si auspica- di qualità. 

Le cinque coppie di curatori prescelti per la nomina dei finalisti dell’edizione 2009 hanno nominato altrettanti finalisti. 

Si inizia col fotografo Giorgio Andreotta Calò(Venezia, 1979). Già conosciuto nelle Biennali delle Arti Visive di Venezia degli anni passati, egli fa soggetto delle sue opere i quartieri dismessi e decadenti delle grandi metropoli, palazzine abbattute o cantieri in costruzione. Meris Angioletti(Bergamo 1977) spazia tra letteratura, psicologia e fisica per sviluppare una percorso artistico incentrato sulla relazione tra linguaggio scientifico e la narrazione. Giulia Piscitelli(Napoli,1965) è un’artista versatile che si esprime attraverso video, sculture, perfomance, disegni. La quotidianità mostra il suo lato drammatico ove la comunicazione è una pratica sofferta che progressivamente ci conduce ad un cupo isolamento. Alberto Tadiello(Montecchio Maggiore,1983)è musicista, ancor prima che artista. Le sue combinazioni di suoni e immagini talvolta armoniche e altre volte stridenti, ci spingono ai limiti del nostro immaginario, ai confini della natura. Ian Tweedy (Hahn) è l’artista della memoria. Attraverso le sue immagini, io spettatore sono catapultato nel passato, in un’immagine-finzione che appartiene ad una storia fatta di conflitti, rovine e sconfitte.

A conquistarsi il podio quest’anno è Alberto Tadiello. 

[Si ringrazia Triestecontemporanea.it per la fotografia.]

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