Nuova veste per il Museo Archeologico di Venezia

Completato il restauro conservativo del cortile di Vincenzo Scamozzi
 

Il Museo Archeologico di Venezia cambia aspetto, grazie ad un progetto di restauro conservativo e alla valorizzazione delle collezioni che culminerà nei prossimi anni in un nuovo assetto espositivo.

Fondamentale sarà l’apporto delle nuove tecnologie per garantire a questa splendida collezione di antichità la massima fruizione da parte dei multiformi tipi di pubblico che da tutto il mondo giungono a Venezia. Sono infatti oltre 250 mila le persone che ogni anno visitano questo museo, sito in Piazza S. Marco, e custode di tesori unici.
Parallelamente sono già iniziate attività originali e di particolare coinvolgimento per i visitatori, come “il Percorso Museale di Ascolto di Primavera”, la presentazione di avanzatissime attività diagnostiche, di un 3D e un SW di realtà aumentata per il pezzo più importante del Museo, la “Capsella di Samagher”.

Museo Archeologico di Venezia

A tutto ciò si affiancano varie attività di didattica, insieme ad altre proposte culturali, che renderanno il museo veneziano non solo un luogo di conservazione di reperti, ma un autentico motore culturale per coloro che, locali o di passaggio, intorno ad esso vivono o fluiscono.

« Alla fine di questo nuovo percorso, il Museo Nazionale Archeologico di Venezia sarà uno dei fulcri di interesse assoluto dell’area marciana. Lo dobbiamo alla sua storia, a coloro che con le loro donazioni lo hanno creato e arricchito e ai tesori unici al mondo che conserva» , afferma il Soprintendente Giovanna Damiani.
Un segnale significativo della volontà di rinnovare in profondità l’Archeologico lo si avrà con la riapertura, dopo i restauri del Cortile cinquecentesco, su Piazzetta San Marco 17, dove si trova l’ingresso storico del museo.

Questo intervento ha riguardato la messa in sicurezza e il restauro conservativo dei materiali lapidei e degli intonaci di due prospetti del cortile di Vincenzo Scamozzi, l’architetto vicentino che con il suo progetto, pervaso di cultura classicistica, risultò vincitore nel 1582 nella prima costruzione delle Procuratie Nuove, le abitazioni dei Procuratori di San Marco.

Il cortile costituiva l’ingresso monumentale, partendo dal lato orientale della Piazza, per il primo degli appartamenti (dove sono collocate le sale dell’Archeologico), che verrà riproposto nel suo bellissimo aspetto originario almeno su due delle quattro facciate, attraverso un restauro accurato e rispettoso anche dello stratificarsi nel tempo di interventi storici di manutenzione, preceduto dalle indagini conoscitive e di diagnostica.

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