Mostre imperdibili. Zavattini e la sua grande collezione minima, a MIlano

A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto – Zavattini e i Maestri del ‘900. Milano, Pinacoteca di Brera dal 7 maggio all’8 settembre. Una mostra a cura di Marina Gargiulo direttore delle collezioni del XX secolo del museo

Un vezzo, una mania che denuncia una vera e propria passione: quella di Cesare Zavattini per l’arte.  Brera espone 152 autoritratti minimi che il grande regista, sceneggiatore, giornalista (e pittore) commissionò ai più grandi maestri del Novecento: Fontana, Burri, Balla, De Chirico, Savinio, Capogrossi, Severini, Rosai, Sironi, Mafai, Soffici, De Pisis, Campigli, Afro e molti altri. Una raccolta straordinaria di grandi – piccole opere (misurano tutti, rigorosamente 8 centimetri per dieci) che Zavattini commissionò (e questo è un altro elemento di straordinarietà) nel corso di quarant’anni, riuscendo a collezionarne circa millecinquecento a partire dal 1941.

 

zavattini “… Che gioia profonda mi danno i quadri, se avessi soldi non farei altro che comprare quadri”, diceva. ma non potendo permettersi “quadri grandi perché costavano troppo”, ripiega sui “piccoli” e si inventa il collezionismo di “opere minime”. Zavattini è committente esigente e appassionato, stabilisce lo standard dimensionale delle opere ma lascia agli artisti libertà di scelta in fatto di materia, tecnica e soggetto. E gli artisti, praticamente tutti quelli più importanti dell’epoca, rispondono con entusiasmo. Ne sortisce una serie monumentale per numero ma volutamente anti monumentale .

Anno dopo anno la casa romana di via Sant’Angela Merici si riveste completamente di una tappezzeria di minuscole cornici: nature morte, paesaggi, soggetti astratti, ritratti e soprattutto autoritratti. “A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto, così ho anche gli autoritratti di quasi tutti i pittori italiani nelle dimensioni suddette”. Lo circondano per anni i volti di: Fontana, Burri, Balla, De Chirico, Savinio, Capogrossi, Severini, Rosai, Casorati, Sironi, Mafai, Soffici, De Pisis, Campigli, Afro, Consagra, Depero, Guttuso, Sassu, Dorazio, Manzù, Leoncillo, Melotti, Marini, Schifano, Vedova, Rotella, Festa, Turcato, Munari, Pistoletto, Plessi, solo per citarne alcuni.

 

Nel 1979 Zavattini è costretto, per ragioni economiche, a vendere questa “enciclopedia della pittura del Novecento”, che verrà quindi smembrata e in parte dispersa. Nel 2008 un nucleo di 152 dipinti, tutti “autoritratti”, viene recuperato e acquisito al patrimonio pubblico nazionale, come proprietà della Pinacoteca di Brera. Conservati per anni in deposito e recentemente sottoposti a restauri e al ripristino delle cornici originali, perdute al momento della vendita – gli splendidi Autoritratti minimi di Brera verranno presentati per la prima volta al pubblico.

 

Accanto ad essi alcuni Autoritratti dipinti da Zavattini stesso e poi una serie di documenti tra carte, video, lettere, cartoline, interviste, documentari che raccontano di questo rapporto così intimo di Zavattini con l’arte. Oltre ai maestri già menzionati, l’esposizione include gli autoritratti di Accardi, Adami, Angeli, Baj, Birolli, Carena, Cascella, Corpora, Donghi, Dottori, Fazzini, Ferrazzi, Funi, Greco, Guidi, Ligabue, Maccari, Magnelli, Marussig, Maselli, Mastroianni, Mazzacurati, Music, Novelli, Parmiggiani, Pericoli, Perilli, Pirandello, Pizzinato, Prampolini, Radice, Rivera, Scanavino, Siqueiros, Tosi, Ziveri, ma anche di scrittori come Buzzati, Dorfles, Scheiwiller, Soldati e altri.

La Pinacoteca proporrà contemporaneamente alla mostra un ciclo di conferenze e dibattiti dedicati ai tanti Za: lo scrittore giornalista, critico e sceneggiatore, il regista, il pittore, il collezionista…. l’amico degli artisti, grazie soprattutto al contributo di personalità quali il pittore Tullio Pericoli e il fotografo Gianni Berengo Gardin. Si comincia mercoledì 8 maggio, ore 17.30, con l’incontro con il critico Renato Barilli su “Il posto dell’arte nel pianeta Zavatti”.

Dal 29 maggio e per tutto il mese di giugno, Cineteca Italiana presenterà invece allo Spazio Oberdan una rassegna dedicata a Cesare Zavattini. Saranno proposti quindici titoli tra i quali tutti i suoi più importanti lavori da sceneggiatore – da Sciuscià a Ladri di biciclette, da Bellissima a Umberto D a Miracolo a Milano – e i due film di cui firmò invece la regia, La veritàaaa e I misteri di Roma. –Calendario della rassegna e info su www.cinetecamilano.it e su http://mic.cinetecamilano.it . Informazioni mostra: www.brera.beniculturali.it (g.m)

 

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