Mostra di Venezia, arriva “Il Metodo Abramovic”

“The Abramovic Method” di Giada Colagrande è il film evento speciale alle Giornate degli Autori della 70ma Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, al via il 28 agosto

Quando Marina Abramovic portò se stessa al PAC di Milano, nella primavera del 2012, la città rimase nuovamente conquistata dal carisma di questa sacerdotessa della performing art che, dopo l’esperienza totalizzante della lunghissima performance al MoMA, The artist is present, una delle rare esperienze d’arte contemporanea capaci di avere risonanza mediatica davvero globale, a Milano veniva a confermare quello che sarà battezzato per i posteri il “metodo Abramovic”, The Abramovic Method, ovvero la presa di coscienza da parte del pubblico, ma pure dell’artista, del ruolo fondamentale, imprescindibile, che il pubblico gioca nell’opera d’arte che non esiste per farsi ammirare dal pubblico, ma esiste perché è il pubblico stesso che la genera su impulso, ovviamente, dell’artista.  E quando il “Metodo” viene attuato, assistiamo alla conseguente trasformazione mentale e fisica dei partecipanti. Trasformazione che scaturisce dalla relazione, dal rapporto diretto tra pubblico e artista e dall’esperienza – unica e irripetibile – che la performance produce.

Il film di Giada Colagrande, rappresenta in qualche modo l’estensione del “Metodo” e di quella esperienza milanese. Girato tra il 21 marzo e il 10 giugno 2012 al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, mentre era in corso l’evento espositivo, nelle intenzioni della stessa artista ne diventa parte integrante, lo fissa nel tempo e offre l’opportunità di divulgarlo.

E infatti come nella performance originale, l’artista farà rivivere a Venezia il suo Metodo attraverso le immagini del film nel corso di tre proiezioni ad inviti introdotte dalla stessa Marina Abramović e dalla regista che si terranno venerdì 30 agosto alla Villa degli Autori (Villa Zavagli).

 

Nella mia esperienza, maturata in quaranta anni di carriera, sono arrivata alla conclusione che il pubblico gioca un ruolo molto importante, direi cruciale, nella performance”, dice Marina Abramović. “Senza il pubblico, la performance non ha alcun senso perché, come sosteneva Duchamp, è il pubblico a completare l’opera d’arte. Nel caso della performance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabili”.

 

“Siamo felici di  aver dato il nostro contributo alla realizzazione di questo progetto, perché molto legati a Marina, artista straordinaria e di grandissima qualità umana, e certi che la grande sensibilità di una regista come Giada Colagrande renderà il Metodo Abramović fruibile ad un ampio numero di persone e le inviterà a riflettere” spiega Giovanna Furlanetto, la presidente di quella Fondazione Furla che ne 2009 premiò l’artista serba e che sostiene l’iniziativa.

Il film “The Abramović Method” segna anche una nuova tappa della collaborazione tra Marina Abramovic e Giada Colagrande  e il loro ritorno al festival dopo la presentazione, lo scorso anno, del documentario “Bob Wilson’s Life and Death of Marina Abramović”, lo scorso anno, inoltre, l’artista era anche nella giuria della Mostra internazionale. (g.m)

 

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