Morto Niemeyer, addio al “poeta della curva”

Oscar Ribeiro de Almeida Niemeyer Soares famoso come, Oscar Niemeyer, l’ultimo superstite dei grandi maestri dell’architettura del XX secolo, è morto a 104 anni a Rio De Janeiro, la città che lo vide nascere nel 1907

Il 15 dicembre prossimo avrebbe raggiunto il traguardo dei 105 anni, ma non ha resistito all’assalto della malattia e della vecchiaia. Il poeta della curva, il creatore che ha incantato il mondo con la sinuosa e bellezza della sua opera lascia dietro di sé realizzazioni che hanno fatto la storia dell’architettura e una lunga lista di premi, come il Pritzker Architecture (1987), Principe delle Asturie Arts (1989) o la Royal Gold Medal del Royal Institute of British Architects (1998).

Oscar Ribeiro de Almeida Niemeyer Soares Filho è uno dei luminari del Modernismo, negli anni ’40 la scalata di una carriera (in quel periodo collabora anche con Le Corbusiur)  esplosa poi nei decenni successivi, di lui si dice che abbia “rimodellato l’identità del Brasile nell’immaginario popolare e ipnotizzato architetti di tutto il mondo“. Nel corso degli anni ’50 è stato tra gli artefici di Brasilia, la capitale – divenuta un vero e proprio faro dell’architettura della seconda metà del’900 – per la quale ha progettato una molteplicità d’importanti edifici, dalla cattedrale al palazzo del Congresso, alla libreria nazionale. E’ stato inoltre, tra gli architetti che hanno partecipato alla realizzazione del complesso del palazzo dell’Onu a New York, mentre in Italia ha firmato, negli anni ’70, la magnifica sede della casa editrice Mondadori, a Segrate e nel 2009 l’auditorium di Ravello, in costiera Amalfitana. E’ un pioniere nell’esplorazione delle possibilità formali offerte dal cemento armato, usato anche per il suo impatto estetico.

L’uso di forme astratte curvilinee caratterizzano ognuna delle sue opere. Non ama attenersi alle tradizionali linee rette e agli angoli, ma predilige la sinuosità, la sensualità delle forme fluide e tondeggianti. Ci vuole audacia per progettare “corpi curvilinei” usando il calcestruzzo ed i suoi disegni lo sono: una miscela d’innovazione, coraggio, libertà e creatività, che ha dato luogo ad uno stile elegante ed armonioso.

Non sono attratto da angoli retti o dalla linea retta, dura e inflessibile, creata dall’uomo. Sono attratto dal flusso libero, dalle curve sensuali. Le curve che trovo nelle montagne del mio paese, nella sinuosità dei suoi fiumi, nelle onde del mare, e sul corpo della donna amata. Curve che compongono l’intero universo, l’universo curvo di Einstein”.

(a.d)

Cattedrale di Brasilia

Palazzo Mondadori, Segrate

Museo di Oscar Niemeyer (NovoMuseu), Curitiba, Brasile

 

Foto di testa da “Correio Braziliens”

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