Milano, il Palazzo Reale è di Klimt

Apre oggi al pubblico al Palazzo Reale di Milano la mostra “Klimt. Alle origini di un mito”, curata da Alfred Weidinger, affermato studioso di Klimt e vice direttore del Belvedere, si avvale della collaborazione per l’Italia della studiosa klimtiana Eva di Stefano. Rimarrà allestita sino al 13 luglio

E’ fuor dubbio uno degli eventi espositivi dell’anno. Grande nome e grande la quantità di opere esposte, un’ottantina, tra cui venti oli. E come opportunamente fanno notare gli organizzatori, se si pensa che sono cento in tutto i dipinti e gli affreschi del maestro di cui si ha notizia e che il Museo Belvedere, nel 2012 in occasione del 150° anniversario della nascita di Klimt, ne ha esposti quaranta nella grande mostra commemorativa, si comprende semplicemente dai numeri la valenza della proposta di Milano. Proposta che trova momento culminante
nella riproduzione dell’originale del Fregio di Beethoven” che occupa un’intera sala, “immergendo” il visitatore nell’opera d’arte totale, così come predicavano gli artisti della Secessione Viennese.

Rimandiamo agli articoli già pubblicati per approfondimenti su Klimt, il suo tempo, la mostra e il fregio (QUIQUIQUI ), intanto guardiamo al percorso, che, pur proponendo alcuni capolavori indiscussi e celebri di Klimt (dalla Giuditta al Girasole, da Adamo ed Eva ad Acqua in movimento), accentra l’attenzione sugli esordi dell’artista, sui rapporti familiari sulla sua formazione presso la Kunstgewerbeschule viennese e ai suoi inizi come decoratore dei monumentali edifici di rappresentanza lungo il Ring. Come scrive il direttore del Belvedere di Vienna Agnes Husslein-Arco, nel saggio di catalogo: Pochi sanno che la Künstler-Compagnie, la Compagnia degli Artisti costituita nel 1881 da Gustav Klimt, da Franz Matsch (compagno di Klimt alla Kunstgewerbeschule dell’Österreichisches Museumfür Kunst und Industrie) e da Ernst Klimt, fratello minore di Gustav, fu attiva per quasi dodici anni, distinguendosi soprattutto nella decorazione pittorica di edifici pubblici, specialmente teatri. A tali incarichi si dovette, in fondo, anche il successo di questa società di pittori, e in particolare di Gustav Klimt, sulla scena artistica viennese […] così, mentre in passato i musei e gli studiosi si concentravano prevalentemente sull’opera di Klimt a partire all’incirca dal 1898, la sua fase giovanile rimase, tranne poche eccezioni, ampiamente trascurata. Già nel 2007, pertanto, il Belvedere ha dedicato una mostra al te- ma “Gustav Klimt e la Künstler-Compagnie”, mentre nel 2015, con un’esposizione speciale in occasione dei 150 anni della Ringstrasse di Vienna, tornerà a occuparsi di quell’epoca affascinante. La mostra oggi allestita a Palazzo Reale a Milano si concentra su questa fase così importante della carriera artistica di Klimt e offre ai visitatori una visione stimolante della vita artistica di Vienna città universale intorno all’anno 1900”.

La mostra si apre dunque con il contesto familiare: accanto a opere dei fratelli Ernst e Georg, sono esposti anche ritratti giovanili fatti da Gustav a membri della sua famiglia, nonché fotografie originali provenienti dal lascito dell’artista.
La seconda parte della mostra è dedicata all’apprendistato dei fratelli Klimt alla Scuola d’Arte Viennese.
La crisi klimtiana dopo lo scioglimento della Künstler-Compagnie è contestualizzata nella crisi dell’arte viennese stessa, che sfocerà nella fondazione della Secessione. Qui una scelta di opere della prima fase della Secessione diventa dunque testimonianza del rifiuto definitivo della tradizione storicistica e del successivo passaggio all’avanguardia internazionale.
Due sale sono dedicate al ritratto e al paesaggio, generi prediletti da Klimt dalla fondazione della Secessione. Tre importanti ritratti femminili – Signora davanti al caminetto e i due Ritratto femminile – eseguiti da Gustav Klimt tra il 1894 e il 1898, approfondiscono il tema. In esposizione anche alcune lettere d’amore scritte a Emilie Flöge, scoperte in tempi recenti, che gettano luce sull’intimità della sua vita amorosa.
Nella sala dei paesaggi, oltre a due importanti dipinti di Klimt – Dopo la pioggia e Mucche nella stalla una panoramica sul paesaggismo austriaco del tempo, dalle prime tendenze impressionistiche di fine Ottocento ai dipinti secessionisti di Carl Moll e di Koloman Moser.
Altri due dipinti, Fuochi fatui e La famiglia, illustrano la pittura simbolista di Klimt, sezione che conclude l’esposizione.
http://www.klimtmilano.it

 

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