Mario Schifano: 1960-1970, il decennio d’oro in mostra a Castiglioncello

Mario Schifano 1960 -1970. Castello Pasquini– Castiglioncello (Livorno) 21 luglio – 6 ottobre 2013. Una mostra a cura di Luciano Caprile con la collaborazione della Fondazione Marconi

Ottanta opere vanno a comporre un percorso nella stagione d’oro di Mario Schifano, il padre della Pop Art italiana, suggeriscono le note biografiche. Ma a lui le etichette non piacevano, Schifano vive semplicemente il suo tempo, e se a metà degli anni ’50 un artista ventenne è attratto dall’informale, nel decennio successivo lo troviamo a raccontare lo spirito esplosivo di un mondo gioiosamente votato alla contaminazione, ai linguaggi popolari, al cambiamento,

Schifano_paesaggioTV-1970

ManifestoLa mostra di Castiglioncello, ordinata cronologicamente s’apre dunque con i monocromi dei primissimi anni ’60 dove il colore compatto occupa totalmente o in parte la superficie delimitata da un riquadro rimandando idealemnte a uno schermo televisivo o cinematografico. E’ verso la fine del ’62 che la società dei consumi diventa oggetto di riflessione per l’artista, è allora che nascono le serie dedicate ai marchi pubblicitari (Coca Cola ed Esso su tutti); Schifano, allora, divide la sua vita tra Roma e New York, ed il messaggio che lancia è evidentemente ironico

E approdiamo al 1963, anno che annuncia i “paesaggi anemici”: racconti di visioni appiattite, dove lo spettro cromatico si impoverisce e ogni elemento descrittivo si annulla. Per usare le parole di Maurizio Fagiolo Dell’Arco: “Niente cielo, niente tramonto, niente panorama; o meglio, il fantasma del panorama, del tramonto, del cielo”.

La sala successiva è dedicata alla serie del “futurismo rivisitato”, dove la celebre fotografia del gruppo d’avanguardia si presta a infinite variazioni interpretative ed emergono una serie di opere direttamente ispirate al movimento di marinetti ed ai suoi artisti come il smalto su carta intelata del 1965 presente in mostra. S’intitola Camminare e riprende idealmente il tema del movimento di “Bambina che corre sul balcone”, il noto dipinto di Giacomo Balla del 1912.

 

Tra evocazioni alla terra natia (le Palme della Libia), visioni urbane, riflessioni politiche sul 68 e dintorni (una sala intera è dedicata alla serie Compagni Compagni ), la mostra si conclude con i “paesaggi TV”, concepiti da Schifano tra il 1969 e il 1970. Immagini di fatti significativi e spesso drammatici, trasmessi dalla televisione, vengono riportate da Schifano su tela emulsionata e sottoposte a un intervento pittorico: “Naturalmente ciò che mi interessava non era la cultura della TV, ma la cultura dell’immagine della televisione”, commenterà l’artista tempo dopo, non aggiungendo quanto fosse stato profetico. E come lo sarà successivamente, quando fu tra i primi a sperimentare le “tele computerizzate”. Mario Schifano morì a Roma nel 1998, senza avere il tempo di approfondire quelle “meraviglie” che la tecnologia avrebbe potuto mettergli a disposizione solo pochi anni dopo. Aveva 64 anni e a portarselo via fu un infarto. www.comune.rosignano.livorno.it  (a.d)

Umano non umano“, il documentario realizzato da Mario Schifano nel 1971, protagonisti: Adriano Aprà, Carmelo Bene, Mick Jagger, Alberto Moravia, Sandro Penna, Rada Rassimov, Keith Richards.

 

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