Marco Paolini torna alla Biennale Arte

Domenica 18 agosto al Giardino delle Vergini, si terrà il nono appuntamento dei Meetings on Art organizzati dalla Biennale di Venezia, in programma per tutto il periodo della 55. Esposizione Internazionale d’Arte con spettacoli, conferenze e dibattiti

Marco Paolini FÉN – opera in ferro, legno, fieno e parole. La Biennale di Venezia 55th International Art Exhibition, Il Palazzo Enciclopedico, la Biennale di Venezia. Photo by Francesco Galli Courtesy by la Biennale di Venezia

Marco Paolini, invitato da Massimiliano Gioni al Palazzo Enciclopedico, incontrerà il pubblico allo spazio Álvaro Siza all’Arsenale per un appuntamento si iscrive nella serie di conversazioni di Paolini dal titolo Fén (fieno), che prevede altre due incontri (7 settembre e 18 settembre)

 

Fén è un’installazione, un mappamondo di utensili e fieno accanto al quale l’artista racconta storie e pensieri dedicati a uomini di scienza e uomini di fatica, a utensili, al lavoro manuale al tempo del digitale. Queste storie messe in fila formano un sillabario: ad ogni incontro Paolini ne svela alcune, negli altri giorni sarà è registrazione ad accogliere i visitatori. Al pubblico è chiesto di contribuire alla costruzione dell’opera portando un mazzetto di fieno legato con lo spago e con un cartellino indicante il luogo di provenienza, che potrà essere inserito nel mappamondo.

 

Paolini si produce in un tentativo ambizioso, ricostruire con le parole  “i passaggi attraverso cui si sono formati gli strati di umano, di antropico”. E se l’era digitale ha soppiantato la forza muscolare a vantaggio della forza nervosa, c’è qualcosa che le macchine non possono ancora “metter mano alle cose per ripararle, mantenerle, restaurarne i danni del tempo non è sostituita in tutto da macchine intelligenti. Serve occhio, attenzione e senso. Tutto questo non si impara dal futuro ma dalla trasmissione dell’esperienza”. Per Paolini anche il raccontare storie è un lavoro dettato da antiche esperienze, vicinissimo alla manualità e l’arte del racconto “quando sembra tramontare sconfitta dalla comunicazione mass-mediatica risorge come opera d’arte nel teatro e la sua forza stupisce e commuove.

Credo che il lavoro manuale contenga elementi di nobiltà che trascendono il suo valore economico e produttivo. C’è una sapienza nei gesti e

Marco Paolini FÉN – opera in ferro, legno, fieno e parole. La Biennale di Venezia 55th International Art Exhibition, Il Palazzo Enciclopedico, la Biennale di Venezia. Photo by Francesco Galli Courtesy by la Biennale di Venezia

nell’economia dei gesti che sono eredità da non disperdere nel passaggio tra generazioni”.

 

Punto di partenza della performance è la raccolta poetica di Walt Whitman “Foglie d’erba”, immaginando un covone – poi diventato una sfera, una sorta di mappamondo – davanti al quale raccontare storie dedicate agli uomini, alla fatica, e al secondo principio della termodinamica, quella sorta di condanna che c’impedisce di tornare sui passi fatti, ma che ci mette davanti alle questioni più pressanti per l’umanità: la conservazione, il risparmio, la lotta allo spreco.

Durante i mesi della Mostra, che coincide con il periodo della fienagione, andrò a inaugurare mete – scrive Paolini –  covoni di fieno costruiti da gente che non li ha mai fatti prima, e che ha dovuto farsi aiutare da chi invece si ricorda ancora come si fanno. Questi mucchi di fieno in piedi saranno un impegno a prendersi cura di un paesaggio, un segno visibile di manutenzione e forse un’occasione d’incontro”. L’esito è un mappamondo che Paolini dedica a un vecchio e nobile contadino, si chiamava Alcide Cervi, classe 1875, aveva sette figli maschi a cui, per insegnare che il pezzo di terra che aravamo è solo una parte del tutto, e che a quel tutto apparteniamo, aveva fissato sul tappo del radiatore del trattore un piccolo mappamondo di latta.

C’è in quel gesto il senso di tutto ciò che voglio narrare, intorno al secondo principio della termodinamica e alla necessità di opporsi al degrado facendo della manutenzione una forma di resistenza”.

(g.m)

 

                                           

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