Marco D’amore “Il mio film è un cuore pieno di rabbia” – INTERVISTA

Dopo il grande successo di Gomorra, Marco D’amore è ora protagonista di ‘Un posto Sicuro’ (dal 3 dicembre in tutte le sale). L’attore che ha anche curato la sceneggiatura, si cimenta in un ruolo diverso dal solito, andando a costruire un atto di denuncia nei riguardi della società italiana toccando i fili di una vicenda complessa e delicata. Qui la nostra Intervista.

Pantalone scuro, barba incolta, sguardo penetrante e cappello in testa. Così si presenta Marco D’amore che in un’atmosfera di grande comunione il 7 dicembre, al Multicinema Duel di Caserta, ha presentato al pubblico il suo ‘Posto Sicuro’ . Il film che è attualmente nelle sale, sta facendo molto parlare di sé non solo per la presenza del camaleontico ‘Ciro di Gomorra’; Marco D’amore infatti prendendo parte a questo lavoro alquanto impegnativo, si fa portavoce di un disagio sociale che attanaglia – purtroppo – la nostra modernità.

Cosa ha significato per te scrivere la sceneggiatura di ‘Un posto sicuro’?

Innanzitutto non posso nascondere l’emozione che avuto nel portare sul grande schermo, insieme a Francesco Ghiaccio, questo film. E’ stata un’avventura sensazionale, la più grande che ho vissuto. Questa è un pellicola che parla di persone comuni che alla fine hanno riscoperto un valore democratico altissimo, ovvero quello del dissentire e maturare il desiderio di combattere la situazione che stavano vivendo. Attorno alla sofferenza vissuta da queste persone – ricordiamo che a Casal Monferrato molte sono le famiglie distrutte a causa dell’Eternit – abbiamo costruito un film di grande impatto visivo ed emozionale.

Tematica attualissima che inevitabilmente si riallaccia ai problemi che (ancora oggi) la tua terra sta vivendo. Da attore e personaggio di spettacolo come stai vivendo questo ‘riscatto’?

Quando io ed il regista ci siamo approcciati alla storia del film, abbiamo sentito fin da subito una vertigine che colpisce inevitabilmente il paese intero. Ci sono analogie con tanti disagi sociali come la Terra dei fuochi, ma potrei dirti anche di Gela ed altre assurde realtà che attanagliano la società. Quello che mi ha convinto a raccontare quanto è avvenuto ed avviene a Casal Monferrato, è che ho visto la cittadinanza unita. Attraverso questo progetto ho potuto parlare anche alla mia terra. Senza fronzoli  ho affrontato la nuova sfida da cittadino non da attore, perché ho scoperto dei temi e delle situazioni che toccano da vicino la vita di tutti i giorni.

Tanto affetto da parte dei fan (soprattutto sui social) ma anche tante critiche soprattutto per il tuo ruolo in Gomorra. Secondo te è importante il confronto?

È giustissimo che attorno ad un film, ad un libro ad una serie tv nasca il diverbio civile e la polemica. C’è chi apprezza un determinato prodotto e chi invece no, ma la cosa principale è il rispetto ed il costruire una critica su solide basi senza cadere in falsi perbenismi. Io faccio fiction e non voglio essere l’insegnante di nessuno.

Da ‘eroe dannato’ in Gomorra al Luca di ‘Un Posto Sicuro’. Raccontaci un po’ il personaggio del film.

C’è da dire che io ho definito Ciro di Gomorra un eroe solo dal punto di vista stilistico, per quello che comporta poi l’arco narrativo che gli è stato concesso. Luca invece è un essere umano semplice e comune, è un ragazzo che aveva tanti sogni che ha dovuto accantonare per cause maggiori, finchè la vita stessa non lo prende violentemente a schiaffi e lo mette di fronte ad una verità molto dolorosa. Raddrizzare la schiena ed esorcizzare il dolore.

La storia che racconti nel film è legata anche e soprattutto a fatti di cronaca giudiziaria. Che idea ti sei fatto di questa assurda situazione?

La cassazione ha prescritto un reato che continua a mietere vittime, quindi non è possibile che sia un tempo giuridico a dettare un tempo di morte. Quello che mi preme puntualizzare è i vari ‘problemi’ che sono scaturiti da questa vicenda giudiziaria, perché ha creato uno squarcio, un precedente e potrà essere d’esempio per altrettante realtà sociali.

La seconda stagione di Gomorra è ormai alle porte. Cosa ci riserveranno i nuovi episodi?

Non posso rivelare assolutamente nulla, vivo in un regime di no spoiler. Posso dire che la seconda stagione rispetto ad altre produzioni ha alzato il tiro, ha rischiato e spero che incontri lo stesso favore che la prima ha incontrato sul pubblico.

Di Carlo Lanna

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