MACRO, un autunno di mostre. Così da settembre al museo d’Arte Contemporanea di Roma

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma ha ufficializzato il programma mostre per i mesi autunnali (settembre –dicembre)

Non mancano i motivi d’interesse nella programmazione autunnale del MACRO. Una scoperta per il pubblico italiano potrà essere la personale del pakistano Imran Qureshi, mentre certo non ha bisogno di presentazioni Giulio Paolini, cui il museo dedica una mostra curata direttamente dal direttore Bartolomeo Pitromarchi, vedremo tra l’altro gli “algoritmi” sognanti di Jorinde Voigt, una serie di rassegne (da Enel contemporanea al festival della fotografia) e, nella programmazione del MACRO TESTACCIO, l’omaggio a Paolo Picozza. Di seuito tutti gli eventi.

 

 

MACRO via Nizza

 

Imran Qureshi – Deutsche Bank’s Artist of the Year 2013, a cura di Friedhelm Hütte (25 settembre – 17 novembre 2013)

 Nato a Hyderabad, Pakistan, nel 1972, Imran Qureshi è considerato una delle figure di primo piano nello sviluppo di un’estetica contemporanea che integra i motivi e le tecniche rigorose della pittura tradizionale in miniatura, fiorita nelle corti Moghul del subcontinente indiano alla fine del 16 ° secolo, con temi contemporanei. Qureshi è stato nominato Deutsche Bank “Artist of the Year” per il 2013 e ha inaugurato nei mesi scorsi alla Deutsche Bank Kunsthalle di Berlino una grande mostra personale.

 

FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, a cura di Marco Delogu (5 ottobre – 8 dicembre 2013)

 

Marina Ballo Charmet, SGUARDO TERRESTRE, a cura di Stefano Chiodi (5 ottobre – 17 novembre 2013)

La milanese Marina Ballo Charmet, artista e psicoterapeuta, comincia il suo percorso artistico a metà anni Ottanta lavorando con la fotografia e il video. Il suo lavoro è incentrato sui modi del nostro percepire lo spazio interno e quello esterno, come la città, la casa, il corpo in relazione al luogo e le modalità dell’abitare le istituzioni e i luoghi pubblici.  I temi che predilige sono soggetti indeterminati oggetti e dettagli appartenenti alla dimensione quotidiana, ripresi senza indicazioni di tempo e spazio.

 

Giulio Paolini, a cura di Bartolomeo Pietromarchi (29 novembre 2013 – 9 marzo 2014)

Dopo gli eventi che nei mesi scorsi hanno evidenziato, proprio al MACRO, il legame di Giulio Paolini con la città di Roma, il museo torna a proporre una mostra di questo maestro del concettuale. Purtroppo non sono giunti ulteriori dettagli sull’esposizione

 

Jorinde Voigt, a cura di Maria Alicata (29 novembre 2013  – 9 marzo 2014)

La tedesca Jorinde Voigt adopera un linguaggio visivo risultante da una formazione colta e multidisciplinare, iniziata con uno studio applicato in musica al violoncello, proseguita con un’incursione nelle scienze umane attraverso la filosofia e la sociologia e completata dagli studi in arti visive. La ricerca espressiva è iniziata attraverso la fotografia, tecnica abbandonata quando l’artista ha sentito la macchina non in grado di cogliere tutta la realtà, ma solo un aspetto della stessa. La misura, il calcolo, l’algoritmo sono gli strumenti che oggi l’artista utilizza per catturare i fenomeni percepiti attraverso lo sguardo per poi ordinarli nei suoi disegni, i quali si configurano come mappe mentali derivate dai fenomeni stessi. L’artista imprime una visione dinamica attraverso l’uso di linee, curve, frecce e annotazioni che le permettono di rendere visibile ciò che è immateriale e invisibile.

 

Artisti in residenza #4. Studio Shows (29 novembre 2013  – 12 gennaio 2014)

 

Enel Contemporanea 2013 – Il progetto di Enel a cura di Francesco Bonami (da novembre)

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MACRO Testaccio

 

Digital Life 2013. Liquid Landscapes (10 ottobre – 1 dicembre 2013)

Prodotto da Fondazione Romaeuropa in partnership con Telecom Italia e creato su impulso della Regione Lazio in corealizzazione con Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains e MACRO-Comune di Roma, in collaborazione con MAXXI.

 

Roberto Bosco (20 dicembre 2013 – 26 gennaio 2014)

Nato a Roma, nel 1951, Roberto Bosco “concepisce nell’arte figurativa una pienezza e ricchezza di contenuti e significati e vive i vari sperimentalismi come un’offesa al sentimento del bello che è armonia, sapienza ed onestà creativa”. Opera quindi guidato unicamente “da una sua precisa idea estetica dell’armonia, della sperimentazione e di una coerenza intellettuale che da sempre lo contraddistingue. In questi ultimi anni, una intera esistenza di lavoro votato all’arte, consente al maestro romano di cogliere importanti frutti del suo perenne impegno assiduo e costante”.

 

Paolo Picozza, a cura di Achille Bonito Oliva (20 dicembre 2013 – 26 gennaio 2014)

Scomparso nel 2010 a soli 40 anni, Paolo Picozza era un pittore dalle grandissime capacità La sua pennellata vigorosa che costruiva spazi e luoghi con la forza potente del gesto lo avevano portato ad esporre in mezza Europa e in prestigiose gallerie. Densi di luci e ombre, pieni e vuoti i suoi paesaggi inventati siano stati essi di città o di foreste hanno il pregio dell’essenzialità.

 

(a.d)

 

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