Machiavelli, a Firenze una mostra su l’uomo e Il Principe

La via al Principe: Niccolò Machiavelli da Firenze a San Casciano. Alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la mostra che celebra i 500 anni de Il Principe di Niccolò Machiavelli. Fino al 28 febbraio 2014

Quando all’estero vogliono farci pesare la nostra italianità, quando intendono sottolineare l’eccessiva elasticità morale degli italiani, e la scarsa propensione a quel senso etico che dovrebbe renderci intollerabili le bugie dei politici e gli intrighi  dei potenti, ci ricordano che siamo i connazionali di Niccolò Machiavelli. Dovremmo esserne fieri, se, oltre ai ricordi scolastici su Il Principe e a qualche frase mandata a memoria per fare bella figura in società, conoscessimo davvero il personaggio (nessuno si senta offeso, se siete cultori del Machiavelli ne siamo contenti), se tenessimo davvero a rendere il giusto merito alle glorie patrie, tra le quali, questo perfetto esempio di uomo del Rinascimento, certo merita di figurare. Evidentemente non 217siamo machiavellici abbastanza per rendercene conto.

La mostra alla BNCF, aperta ieri, 10 dicembre, esattamente a cinquecento anni dalla stesura della lettera più celebre della letteratura italiana, quella di Machiavelli a Pier Vettori, prova a porre rimedio a secoli di giudizi decisamente superficiali sulla figura dell’inventore dell’arte politica moderna.

Una mostra densa di materiali straordinari, come il manoscritto autografo di Machiavelli sull’Arte della guerra e la celebre Tavola Doria, l’unica raffigurazione sopravvissuta della leonardesca Battaglia di Anghiari, (foto in alto) in procinto di tornare in Giappone per quattro anni, dove – misteriosamente – è emersa negli anni passati, dopo essere scomparsa, nel 1940 da Napoli . Cosa c’entri Machiavelli con l’opera di Leonardo è storia:  il committente fu infatti, nel 1503, Pier Soderini, gonfaloniere della Repubblica fiorentina dove il Machiavelli ricopriva l’incarico di segretario della Cancelleria (una sorta di ministro degli Esteri).

La mostra vuolepresentare in maniera chiara e non specialistica il Machiavelli storico, per sfatare quel Machiavelli mitico, fondato su una conoscenza arbitraria e spesso lacunosa della sua opera e della sua biografia. Nella mostra si ricostruisce la figura storica di Machiavelli fino alla stesura del Principe: una biografia tortuosa per una vita difficile, dagli studi dell’infanzia, fino alla Segreteria della Repubblica, alla caduta in disgrazia, all’esilio di San Casciano e alla redazione de Il Principe”.

218Fra le circa 120 opere in mostra, anche il Bando di cattura di Niccolò Machiavelli, 19 febbraio 1512, conservato all’Archivio di Stato di Firenze, l’estratto originale della registrazione ufficiale scoperto recentemente dallo storico Stephen Milner. Non mancano inoltre autografi di lettere, minute di documenti, carteggi legati all’incarico di Cancelliere fino ai manoscritti delle opere letterarie di Machiavelli del periodo: quali Belfagor, Andria, Serenata. Si finisce con un piccolo epigramma, scoperto proprio durante le ricerche per la mostra dallo studioso Alessio Decaria, in memoria di un cagnolino appartenuto a Lorenzo Strozzi.

Ad arricchire la mostra e a fornire una contestualizzazione anche iconografica dei documenti esposti, ci sono circa 15 opere, provenienti dalle collezioni del Polo Museale fiorentino e di privati, tra cui molti ritratti di personaggi chiave del periodo storico come il Ritratto di Pier Soderini di Ridolfo del Ghirlandaio e il Ritratto di Cesare Borgia detto il Valentino di Cristofano dell’Altissimo, e l’elegantissimo bronzetto raffigurante La Fortuna dell’artista veneziano Danese Cattaneo.

Grazie alla Società Dante Alighieri, inoltre, è possibile sfogliare su due touch screen i manoscritti esposti. Nell’intero periodo saranno organizzati eventi a cadenza settimanale, il cui calendario è in via di definizione.

Ogni aggiornamento su www.bncf.firenze.sbn.it

 

(g.m)

 

 

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