Leonardo per l’Expo, presentata la mostra più importante del 2015

Leonardo 1542-1519. Milano, Palazzo Reale dal 15 aprile al 19 luglio 2015. la mostra è promossa dal Comune di Milano. Il progetto è ideato e prodotto da Palazzo Reale e Skira, la cura è affidata a Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, tra gli storici dell’arte più addentro a gli studi sul genio del Rinascimento

Leonardo da Vinci a Milano ha immaginato e progettato idee nuove che spostavano più in là i confini delle possibilità dell’uomo. E’ qui a Milano che Leonardo ha dato forma alle intuizioni più efficaci per il progresso della civiltà a tutti i livelli. Lo ha fatto perché nei suoi soggiorni milanesi ha trovato una città aperta, una città che dava fiducia a chi portava idee nuove. La stessa Milano di oggi. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di inaugurare i grandi eventi culturali di Expo, nell’aprile del 2015, con una mostra, un unicum mondiale, dedicata interamente a lui inedita per vastità, completezza e trasversalità”. Così il sindaco del capoluogo lomabrdo, Giuliano Pisapia, alla presentazione della mostra che aprirà esattamentte tra un anno, il 15 aprile 2015, a Palazzo Reale, a ridosso dell’apertura di Expo 2015, e che si configura come la più grande esposizione dedicata a Leonardo mai ideata in Italia. “Molto diversa e più originale di quella realizzata nel 1939 alla Triennale”, assicura l’organizzazione.

 

Una mostra “popolare”, nel senso che intende rivolgersi ad un pubblico vasto nel tentativo d’illustrare con ampiezza i temi della carriera di Leonardo, e i vagabondaggi, il periodo fiorentino, i due soggiorni milanesi e l’ultimo periodo, in Francia, alla corte di Francesco I.  “L’esposizione darà una visione di Leonardo non mitografica, né retorica né celebrativa, ma trasversale su tutta l’opera del poliedrico personaggio”, recita la presentazione, dove i curatori nel guardare al contempo allo scienziato e all’artista, hanno individuato e diviso in 12 sezioni, quelle tematiche che si pongono in maniera trasversale alla sua produzione: non si può allora che partire dalla costruzione del pensiero di Leonardo, o meglio, dalla sua rappresentazione sulla carta, quell’arte del disegno che ci racconta l’artista e lo scienziato. E poi il continuo paragone tra le arti (disegno, pittura, scultura); il confronto con l’antico; la novità assoluta dei moti dell’animo, che, sintatizzando, fa di Leonardo un precursore della psicologia; e ancora, il suo tendere verso progetti utopistici, come poter volare o camminare sull’acqua e ancora, l’automazione meccanica e così via, nel nome di un’unità del sapere di cui Leonardo è ancora simbolo.

 

 

LE OPERE IN MOSTRA

LEONARDO DA VINCI, San Gerolamo, 1485-1490
tempera e olio su tavola; 102,8 x 73,5 mm
Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana, i
Foto © Musei Vaticani, tutti i diritti riservati

L’elenco fornito ieri, è incompleto, il puzzle deve evidentemnte ancora comporsi mentre si annuncia la presenza di “un nucleo significativo di capolavori pittorici di Leonardo, dei quali, però, non è stato fornito indizio (qualche riflessione a propostio potrete trovarla qui) , con una eccezione, il San Girolamo delle collezioni vaticanein quanto l’opera rappresenta perfettamente uno degli snodi centrali attorno a cui si articola la mostra, e cioè il rapporto tra pittura e scultura, tra arte antica e arte moderna, dove si rivelano le eccellenti conoscenze prospettico-spaziali di Leonardo, tanto che il dipinto anticipa l’uomo di Vitruvio e può essere assunto come icona della mostra”.

 

A Palazzo Reale si vedranno alcuni dei codici originali di Leonardo e oltre cento disegni autografi, oltre a un cospicuo numero di opere d’arte – disegni, manoscritti, sculture, codici, incunaboli e cinquecentine – provenienti dai maggiori Musei e Biblioteche del mondo e da collezioni private, tra cui opere di Antonello da Messina, Botticelli, Filippino Lippi, Paolo Uccello, Ghirlandaio, Verrocchio, Lorenzo di Credi, Antonio e Piero del Pollaiolo, Jean van Eyck, Della Robbia, Jacopo di Mariano detto il Taccola, Guido da Vigevano, Francesco di Giorgio Martini, Bonaccorso Ghiberti, Giuliano da Sangallo, Bramante.

 

A raccontare invece della diffusione e della fortuna dell’arte e dei modelli di Leonardo saranno, tra le altre, opere di Boltraffio, Marco d’Oggiono, Francesco Napoletano, Solario, Francesco Melzi, Giampietrino, Cesare da Sesto, Girolamo e Giovanni Ambrogio Figino.

 

 

Dei cento disegni autografi: oltre trenta provengono dal Codice Atlantico, grazie alla Biblioteca Ambrosiana, maggior prestatore dell’esposizione; trenta dalla Royal Library di Windsor, cinque dal British Museum, quattro dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, cinque dal Metropolitan Museum di New York e cinque dalla Biblioteca Reale di Torino e ancora altri disegni dalla Morgan Library di New York e dalla Fondazione Custodia di Parigi. Alcuni di questi musei presteranno inoltre altri importanti disegni di pittori contemporanei di Leonardo. Ma molti altri prestiti sono in via di definizione dai maggiori musei del mondo. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia presterà tre modelli storici di macchine – il carro automotore, il maglio battiloro e il telaio meccanico –  e sarà esposta una video riproduzione del Cenacolo a grandezza naturale con tutte le informazioni sull’opera capitale di Leonardo e sul suo restauro.

 

Ci saranno, infine, una serie di approfondimenti fuori sede, con mostre alla Biblioteca Trivulziana al Castello Sforzesco di Milano (Il Codice Trivulziano e la ricostruzione della Biblioteca di Leonardo), alla Sala delle Asse sempre al Castello (sulla decorazione e il restauro del monocromo di Leonardo), nella Pinacoteca Ambrosiana (Il Mondo di Leonardo).

 

La mostra, curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, si avvale di un comitato scientifico di assoluto rilievo e prestigio, già convocato a partire dal 2009, e al quale sono stati chiamati a partecipare: Cristina Acidini (Soprintendente al Polo Museale di Firenze), Carmen C. Bambach (Metropolitan Museum, New York), David Alan Brown (National Gallery of Art, Washington), Franco Buzzi (Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana, Milano), Roberto Paolo Ciardi (Accademia Nazionale dei Lincei, Roma), Martin Clayton (Royal Library, Windsor Castle),  Marzia Faietti (Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze), Antonio Paolucci (Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma ), Nicholas Penny (National Gallery, Londra), Vincent Pomarède (Departément des peintures, Musée du Louvre, Paris).

Il catalogo della mostra, anch’esso curato da Marani e Fiorio, sarà edito da Skira in lingua italiana e in inglese, e conterrà saggi tematici sull’opera di Leonardo. Rinunciando alle consuete e lunghe schede di ogni singola opera presentata in mostra (comunque illustrata e brevemente commentata in catalogo), il testo si estenderà alla considerazione delle varie problematiche connesse con la figura e l’opera di Leonardo venendo a imporsi come una nuova monografia sull’artista esaminata nelle sue varie sfaccettature dai maggiori specialisti mondiali dell’opera di Leonardo.

 

 

 

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