Jeff Koons e quel cane da 55 milioni di dollari

Balloon Dog, il notissimo cagnetto di Jeff Koons sarà messo all’asta il 12 novembre da Christie’s New York all’esorbitante prezzo base di 55 milioni di dollari

 

La rappresentazione in acciaio dell’effimero barboncino di palloncini, opera iconica di Jeff Koons, venerata da alcuni e pesantemente criticata da altri, così come controversa è l’intera opera dell’americano, sarà venduta ad un prezzo, pari a circa 42milioni di euro, che certo la collocherà, piaccia o meno, in cima alla lista dei pezzi d’arte più rappresentativi della fine del ventesimo secolo. Specchio di tempi anche insulsi, stando a sentire detrattori del gigantesco cagnetto in acciaio inox, celebrazione eterna di infanzia, speranza e innocenza a voler sentire l’altra campana.
 Sta di fatto che il cagnetto è diventato il riferimento assoluto per l’esclusivo club dei più grandi collezionisti del mondo, che si possono contare sulle dita di una mano. François Pinault ne possiede una versione rosa. Il filantropo Eli Broad ce l’ha blu. Steven Cohen, a capo di un fondo hedge e ricco di un patrimonio di diversi miliardi di dollari, l’ha acquistato giallo, mentre quello dell’industriale greco Dakis Joannou è rosso (foto a lato). Ma il barboncino arancione (foto di testa), di proprietà del miliardario di New York Peter Brant, è probabilmente il più popolare.  E sarà questo ad andare all’asta, messo in vendita dal magnate dei media e produttore cinematografico per ricostituire la sua fondazione d’arte nel Connecticut. Brant lo acquistò nel 1990 presso la galleria londinese Anthony Doffay per meno di 1,5 milioni di dollari, allora un record per le quotazioni di Koons. Per la cronaca: oltre a possedere la collezione privata più importante di opere di Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat​​, l’attenzione di Brant s’è molto concentrata su artisti come lo stesso Jeff Koons e poi Christopher Wool, Richard Prince, Cindy Sherman, Julian Schnabel, John Currin, Elizabeth Peyton tanto da sortire un forte impatto sui loro mercati.  Ma torniamo al cagnetto che, piaccia o meno, s’è imposto al mondo e talvolta in maniera clamorosa, come quando fu visto sul tetto del Metropolitan Museum di New York, ma è stato anche sul Canal Grande e nella reggia di Versailles. Partendo da una stima di 55 milioni di euro è certo che il suo prezzo supererà il precedente record per un Koons, ovvero i 33,6 milioni dollari toccati nel 2012, sempre in un’asta di Christie’s  dai Tulipani che oggi troneggino nel casino di Steve Wynn a Las Vegas .
Questa (ovvero i 55 milioni di dollari ndr) è una stima ragionevole  – dice Brett Gorvy, direttore del dipartimento di arte contemporanea della celebra casa d’aste. –  La sorpresa potrebbe venire da un acquirente asiatico o del Qatar“.

 

Quest’opera monumentale e popolarissima, con la sua superficie riflettente e il colore acceso, crea l’illusione dell’assenza di peso pur pesando svariate tonnellate ed è considerata l’esempio supremo dell’acclamata serie Celebration, iniziata nei primi anni 1990. La serie è nata dal desiderio di Koons di ricreare le esperienze estatiche di godimento tipiche dell’infanzia di tutto il mondo, di ogni tempo.

 

(a.d)

 

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