Il Museo e i giovani … connubio vincente

Come avvicinare i giovani all’arte e ai musei? A Londra è stato attuato il progetto Junction. Leggete di cosa si tratta, ve lo racconta Matteo Trucco.

Tra le tante espressioni del Beato Giovanni Paolo II che ricorrono alla mente e alla memoria collettiva, una in particolare è rimasta impressa in maniera indelebile:

“Se vivi con i giovani, dovrai diventare anche tu giovane”

Queste parole sono state prese (fortunatamente) alla lettera da un’istituzione quale il Museum of London, un intero museo dedicato alla storia della New York d’Europa. Partendo infatti da un’indagine sul rapporto tra i giovani e i musei, cercando di capire quali potessero essere le strategie per aumentare l’interesse delle giovani generazioni
verso i bacini culturali che custodiscono le testimonianze della Storia, il museo londinese ha di recente elaborato il progetto Junction, che non si limita a fare semplici ricerche statistiche sui giovani, ma dà loro voce affinché siano loro  stessi a spiegare leloro aspettative e le loro esigenze.

È opinione diffusa infatti, tra i teenagers che vivono all’ombra della Tower of London, che gli adulti mantengano notevoli pregiudizi e preconcetti nei loro confronti, anche dal punto di vista degli interessi culturali, fatto che si riverbera a sua
volta nell’operato degli operatori museali, quasi come uno speculum societatis. Tuttavia l’essere “catalogati” come dei reperti, è proprio il modo più dannoso per accentuare il distacco con i ragazzi, i quali hanno dimostrato di essere molto più ricettivi all’idea del dialogo e del confronto. Proprio per questo Junction ha fatto sì che i partecipanti divenissero veri e propri consulenti del museo. Si tratta di ragazzi tra i 16 e i 21 anni, ai quali è affidato il compito di creare progetti,
mostre ed eventi per i loro coetanei. Il metodo più efficace per far sì che i giovani possano essere attratti dai musei, è far sì che siano altri giovani a fungere da trait d’union, per un pieno coinvolgimento che possa trarre il massimo beneficio.

Nel caso del progetto Junction, il clou sarà rappresentato dalla mostra Londinium 2012, un’esposizione che verrà inaugurata in concomitanza dell’inizio dei Giochi Olimpici nella capitale inglese, in cui ai ragazzi sarà affidata la rivisitazione di spazi importanti del Museo di Londra, compresa la Galleria di antichità romane. Secondo gli stessi giovani partecipanti a Junction, i musei sono spazi in cui si possono cambiare gli stereotipi culturali dominanti, in cui si può discutere e sperimentare. È importante inoltre che non ci limiti a preoccuparsi del passato, se quest’ultimo viene percepito come slegato dal presente, quando invece sono proprio le testimonianze materiali del nostro passato a fornirci una chiave di lettura di fondamentale importanza per agire sul presente e sul futuro (argomento riguardo al quale, tra i patrii confini, siamo abbastanza duri di comprendonio … ).

Pensieri, parole ma anche fatti. Gli young boys londinesi non si sono solo limitati a mostrare con molta chiarezza il loro modo di concepire il museo, ma hanno anche fatto capire le loro esigenze con altrettanta concretezza: “c’è un maggiore incentivo a vivere un’esperienza in un museo se non ci sono costi proibitivi. Le nostre spese per il tempo libero sono già abbastanza, e se alla fine dovessimo scegliere se andare ad una mostra o al pub con un amico, che cosa saremmo più propensi a scegliere?” Opportuno prenderne nota, a prescindere dai liberi pareri ed opinioni in merito.

 

Matteo Trucco

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