Hokusai, la “Grande Onda” esposta a Venezia

La “Grande Onda”, di Katsushika Hokusai (1760-1849) fino al 3 novembre 2013 è esposta al Museo d’Arte Orientale di Venezia. L’opera più riconoscibile dell’arte giapponese d’ogni tempo viene mostrata in un’esperienza plurisensoriale accompagnata da un modello in 3D, dal rumore del mare, dal profumo della salsedine, dal suono del vento

Un’onda mostruosa sta per abbattersi su tre barche da pesca e i loro equipaggi. All’orizzonte, il Monte Fuji, sminuito dall’onda colossale, rimane in secondo piano, la potenza della sua granitica e immobile grandezza è sopraffatta dalla forza del mare. L’immagine fu creata da Hokusai quando aveva circa 70 anni di età, ed è parte della serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji. La stampa fu effettuata utilizzando la xilografia a colori in molte migliaia di impressioni ognuna delle quali fu venduta abbastanza a buon mercato. L’artista, si dice, avesse bisogno di denaro per far fronte ai debiti di gioco del nipote. Ma gossip a parte la Grande Onda è finita per diventare una delle immagini più famose del mondo.

Quando fu rilasciata la prima volta, nel 1830 circa, il contatto del Giappone con il mondo esterno era strettamente regolamentato. Fu solo nel 1859, quando il Paese, sotto la pressione degli Stati Uniti e di altri poteri, aprì alcuni dei suoi porti che le stampe giapponesi iniziarono ad essere esportate in Europa. Accolte come una straordinaria scoperta vennero celebrate da artisti come Whistler, Van Gogh e Monet. L’Onda di Hokusai ha anche ispirato la sinfonia di DebussyLa Mer” e a Rilke la poesia “Der Berg“. Oltre alla sua pura bellezza grafica, alla forza irresistibile del contrasto tra l’onda e la montagna, la turbolenta forza del mare sembra scavalcare lo spettatore, mentre la piccola piramide del Monte Fuji si trova in lontananza, eterna eppure congelata in un solo istante: quello concessole dall’Onda. Il settantenne Hokusai realizza qualcosa di rivoluzionario. Infatti nella tradizionale arte del Meisho-e (scena di un luogo famoso), il monte Fuji è sempre stato al centro della composizione. Hokusai inverte questa formula e posiziona un piccolo monte Fuji nel bel mezzo di un paesaggio marino tonante. Altro elemento denso di simboli sono le tre barche da pesca. Suggestiva l’interpretazione che vuole che i barcaioli non stiano combattendo l’onda , ma piuttosto vadano con il flusso della vita . Anche Hokusai, apparentemente, aveva l’ossessione della morte, e si stava avvicinando alla fine della sua vita, quando ha prodotto l’opera. Forse voleva comunicarci l’idea che il disastro è sempre dietro l’angolo non importa con quale forma si manifesti.

L’opera grafica in mostra a Venezia è stata prestata dal Museo Chiossone di Genova, che ne possiede una delle tirature più pregiate, ed è esposta al pubblico per la prima volta. Presentati negli spazi del Museo anche una serie di 24 libri a  stampa realizzati da Hokusai assieme ai suoi allievi, si tratta di volumi che rappresentano le figurazioni dedicati ai “Manga”, libri di modelli,”Ehon musashi abumi” le illustrazioni dei guerrieri disegnati e delle loro gesta leggendarie…

Completano la rassegna due importanti dipinti realizzati da Hokusai su seta assieme ad una nutrita serie di stampe policrome provenienti dalle collezioni del museo veneziano. www.polomuseale.venezia.beniculturali.it  (a.d)

 

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