Grandi mostre: Fernand Léger e la città, a Venezia

Léger – La visione della città contemporanea 1910 – 1930
Venezia, Museo Correr 8 febbraio – 2 giugno 2014, in collaborazione con il Philadelphia Museum of Art. In esposizione oltre 100 opere con 60 lavori di Léger e di Picabia, Duchamp, Le Corbusier, Mondrian, El Lissitsky, Delaunay …

Tornato a Parigi dopo il servizio militare nella prima guerra mondiale, Fernand Léger (1881-1955) incontra una città cambiata, infusa di una nuova energia chiassosa che lo avrebbe ispirato per creare uno dei suoi dipinti fondamentali, la monumentale La Ville, era il 1919, l’opera è oggi custodita al Philadelphia Museum of Art. La creazione di questo lavoro segnò l’ inizio del periodo più sperimentale per Léger , gli anni ’20 nei quali l’artista contesta e ridefinisce la pratica della pittura, portandosi verso un impegno attivo nelle arti popolari e urbane.  Realizzata in stile post – cubista, La Ville vuole trasmettere visceralmente la densità e la complessità spaziale dell’ambiente urbano e allora realizza l’opera come un “murale”, enorme e capace di parlare a tutti. Con la sua composizione caratterizzata da montaggi, incroci, tagli di scena e drammatici “close-up”, La Ville emula il più popolare dei moderni intrattenimenti urbani, il cinema. Ed è noto che ad un certo punto, negli anni ’20, Leger avesse intenzione di abbandonare la pittura a favore della settima arte. L’opera influenzerà un’intera generazione di artisti, facendosi manifesto della pittura dedicata al tema della città contemporanea. C’è tutta la frenesia delle città nell’opera, ci sono le architetture composte di assemblaggi cubo-futuristi, e i suoi abitanti, uomini meccanici, una sorta di robot, armoniosamente integrati nel dinamismo della nuova “macchina urbana”.

Legar-_The_City_1919

La mostra è organizzata tematicamente per riflettere le relazioni fertili tra pittura e cultura urbana durante questo periodo. Leger comprende l’importanza del linguaggio visivo nell’evoluzione della comunicazione di massa in città: rileva il trambusto di cartelloni, i segnali stradali, e le vetrine di negozi. Un immergersi completamente nella contemporaneità dei linguaggi, nella loro evoluzione velocissima che attraversa il teatro e il balletto (ambiti che lui approfondì nella Parigi capitale delle arti) e ovviamente l’architettura, lo spazio, sia architettonico sia pittorico, che, come altri artisti del tempo tentò di fondere (in mostra opere di Mondrian, Van Doesburg , Robert Mallet – Stevens , Alexander Archipenko e Le Corbusier) .

Fernand_Léger

Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna l’ha richiesto… La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo… La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo”. Scriveva Léger nel 1914, giungendo all’essenza con poche parole.

 

Suddivisa in cinque sezioni (Il pittore della città, Spettacolo, Pubblicità, Spazio, Dopo il 1920) a cura di Anna Vallye con la direzione scientifica di Gabriella Belli e Timothy Rub e il progetto espositivo di Daniela Ferretti, la mostra Léger. La visione della città contemporanea 1910 – 1930, dopo il successo ottenuto al Philadelphia Museum of Art, presenta oltre 100 opere, di cui più di sessanta dell’artista francese, c’è ovviamente La Ville, che è il focus dell’esposizione, e una serie d’importanti opere provenienti da collezioni pubbliche e private europee e statunitensi (la Tate Liverpool, l’Avery Art and Architecture Library della Columbia University di New York, il Dansmuseet di Stoccolma, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée National Fernand Léger di Biot, il Toledo Museum of Art nell’Ohio o la Fondation Beyeler di Basilea,  per citarne alcuni) permetteranno al visitatore non solo di mettere a confronto la sua pittura con molti altri suoi innovativi progetti, sempre collegabili al tema della città moderna alcuni pressoché inediti per l’Italia, come per esempio le sue creazioni di design teatrale e di grafica pubblicitaria, di scenografia e di cinematografia, ma anche di approfondire la sua relazione con i protagonisti di quella fertile stagione dell’avanguardia. Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Skira-Milano, 2014.

Il tema della rappresentazione della città è anche al centro di un altro importante evento espositivo – L’immagine della città Europa del Rinascimento al Secolo dei Lumi – che apre in contemporanea al Museo Correr e rievoca l’universo urbano europeo dal Cinquecento ai primi decenni dell’Ottocento, ripercorrendo, attraverso un’attenta selezione di opere curata da Cesare De Seta, tre secoli di rappresentazioni della città nell’arte. Seguiranno approfondimenti.

 

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