Giovanni Bellini: una mostra attorno a La Pietà, a Brera

Giovanni Bellini. La nascita della pittura devozionale umanistica. Una mostra
a cura di Sandrina Bandera, Matteo Ceriana, Keith Christiansen, Emanuela Daffra, Andrea De Marchi e Mariolina Olivari. A Milano, Pinacoteca di Brera, dal 9 aprile al 13 luglio

La Pietà di Giovanni Bellini, dipinta tra il 1465 ed il 1470 è uno dei dipinti più commoventi della storia dell’arte, pura espressione di una sofferenza che prende la carne e la mente degli attori del dramma arrivando quasi a travolgere l’ambiente circostante. Il gesto patetico di una madre che sorregge il figlio accostandosi al suo volto, riflesso in quello – opposto – del San Giovanni che si ritira, volge lo sguardo nell’attonita consapevolezza. Il braccio di Cristo che termina in un pugno chiuso è quello di un atleta vinto, caduto, mentre il paesaggio appena intravisto, con la sua strada e il torrente scorre, pulsa di vita terrena. Le figure si stagliano contro un cielo plumbeo, angoscioso mentre le loro mani scambiano mute emozioni riflettendo volti sgomenti, è la tristezza assoluta, il dolore fermato in una dimensione tanto privata quanto universale. Siamo oltre la ieratica fissità della tradizione bizantina, il Rinascimento è arrivato.

E’ su questo capolavoro, cui recenti restauri hanno finalmente restituito la leggibilità cromatica  (restauro complesso terminato a fine 2012 e condotto dai restauratori del laboratorio del museo: Paola Borghese, Andrea Carini e Sara Scatragli, con la direzione di Mariolina Olivari) che si accenta la mostra, occasione per ripercorrere  la prima carriera del pittore veneziano attraverso il particolare angolo di visuale offerto dal suo modo di affrontare il Cristo in pietà, tema ricorrente nella sua produzione.

Storia ci dice che nella Venezia del XV secolo nelle case e nei conventi le icone di Cristo erano una presenza familiare. Bellini dunque ebbe modo di studiarle, e di superarle sviluppando in senso moderno la tradizione iconografica bizantina, richiamata in mostra dalla piccola tavola con Cristo in pietà con la Vergine dolente del Museo Horne di Firenze (prima metà del XIV secolo).

 

LA MOSTRA

 

La Pietà marmorea della chiesa di San Gaetano a Padova, attribuita all’ambito di Donatello, e quella di Andrea Mantegna dalla cimasa del polittico padovano di San Luca (Pinacoteca di Brera), sono in mostra i riferimenti per le più antiche realizzazioni belliniane del tema: la lunetta con la Pietà di uno dei trittici di Santa Maria della Carità a Venezia (Gallerie dell’Accademia), la Pietà dell’Accademia Carrara di Bergamo e la Pietà del Museo Correr di Venezia. Dalla National Gallery di Londra arrivano due altre versioni del soggetto, di Marco Zoppo e Giorgio Schiavone.

Alcuni rarissimi e preziosi disegni, tra quelli attribuibili con certezza al MantegnaCristo in pietà tra Maria Maddalena, san Giovanni Battista e la Vergine dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia – e a Giovanni Bellini – le due Pietà dal British Museum di Londra e dal Musée des Beaux-Arts di Rennes –  illustrano invece il lavoro concettuale e progettuale che sta dietro a queste immagini, e il ‘dialogo’ tra i due cognati tra sesto e settimo decennio del XV secolo.

 

La sezione centrale della mostra è invece dedicata all Pietà di Brera, affiancata , per la prima volta, dalla grande versione del soggetto di Palazzo Ducale a Venezia. Intorno a questo nucleo centrale sono esposte la Pietà del Museo Civico di Rimini e quella già alla sommità della Pala di Pesaro di Giovanni Bellini, ora conservata nei Musei Vaticani. Dipinti negli anni ’80 del ‘400 questi due capolavori furono un punto di riferimento per molta pittura del tempo, e non solo veneziana, come dimostra la sofferta rimeditazione che ne trasse, decenni dopo, Carlo Crivelli nella lunetta che sovrasta l’Incoronazione della Vergine conservata a Brera.

Chiude questa rassegna di 26 sceltissime opere la cruciale Madonna del magistrato da Mar di Giovanni Bellini (Venezia, Gallerie dell’Accademia), che fonde in un unico dipinto il tema della Madonna e quello della Pietà.

La mostra è accompagnata da un catalogo, cui seguirà un volume di studi, edito da Skira, a cura di Emanuela Daffra, con saggi di Matteo Ceriana, Marco Collareta, Andrea De Marchi e Mariolina Olivari, che presenta alcune novità sulla storia della Pietà braidense di Giovanni Bellini, alla quale è dedicata anche una sezione sul restauro.

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