Gaetano Pesce: ritorno a Parigi, aspettando la mostra del MAXXI

In attesa della grande retrospettiva che il MAXXI gli dedicherà da maggio, titolo “Il tempo per la diversità”, Gaetano Pesce espone fino al 15 febbraio da Sotheby’s Parigi

Allora mi sono detto: se si aggiunge un po’ di poesia al design, ci si può avvicinare all’arteGaetano Pesce è questo. Per oltre 40 anni non creatore di oggetti, ma di senso. E di gioco, e poesia col suo trascendere la realtà dando vita a tutti i tipi di materiali, anche i più improbabili. La sua opera è un punto di riferimento definitivo nel mondo del design e i suoi oggetti si trovano nei musei più importanti del mondo, intrisi di un impatto visivo e sociale innegabile. Oggetti che parlano e pongono persino questioni di natura filosofica. D’altronde Pesce ritiene che il design  dovrebbe promuovere un dialogo tra creatore e osservatore, proprio come fa  l’arte. Creatività fuori rotta, dunque, ma esuberante, gentile e morbida come le mitiche poltrone UP. B&B per Sotheby’s ne ha realizzata una monumentale, in legno, somiglia ad un’arcaica dea della fertilità. Ma la grande palla (poggiapiedi) adiacente simboleggia la prigionia e l’oggetto resta una metafora, trasmettendo il peso della condizione femminile.

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Organic Buildin, Osaka 1993

Organic Buildin, Osaka 1993

Impossibile da etichettare, Gaetano Pesce è internazionalmente riconosciuto per il suo talento multidisciplinare, oscillante tra arte, design e architettura. Hanno fatto scuola nel 1993, le facciate dell’Organic Building di Osaka realizzate come un giardino verticale, ha segnato la sua epoca e dato tridimensionalità alla Pop art. Oggi, a 75 anni, la mostra di Parigi (nel 1996 la sua ultima esposizione nella capitale di Francia, al Centre Pompidou) segna la sua prima collaborazione con il mercato dell’arte. I 40 pezzi in mostra, infatti, sono tutti in vendita privata. Prezzo dai 30mila ai 300mila euro.

Se vuoi, c’è sempre la possibilità di cambiare il mondo” ha detto Gaetano Pesce a Le Figaro. Più diversità e meno uguaglianza come motto: “Odio la standardizzazione che distrugge qualsiasi emozione , questa tendenza attuale al minimalismo che rende tutto insipido . La globalizzazione è il mio peggior nemico”. Già, perché in un mondo che standardizza anche la bellezza per rassicurarci nella culla della convenzione, le sue forme, anche quelle costruite 40 anni fa, continuano a spiazzarci. Ma senza seriosità, del resto “Il design è troppo divertimento”. Il catalogo è online www.sotehbys.com

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