Firenze, Ferragamo “firma” il restauro di otto sale degli Uffizi

Otto sale della Galleria degli Uffizi, attualmente chiuse, saranno restaurate ed aperte al pubblico entro un anno grazie alla donazione liberale della Salvatore Ferragamo che ha elargito 600mila euro per il recupero. Le sale ospiteranno opere del ‘400 fiorentino. Stamane la firma dell’accordo tra soprintendenza e i vertici del gruppo aziendale

La via della tutela del patrimonio artistico nazionale passa anche attraverso le donazioni liberali, lo sanno bene in altri  paesi, meno in Italia, dove un po’ per scarsa cultura, un po’ perché la legge non ha mai favorito la buona pratica (e noi crediamo che davvero tutto possa essere diverso dopo il cambio di rotta annunciato al Mibact), gli imprenditori hanno spesso preferito altro tipo di elargizioni, certo meno fondate sul bene collettivo, per rinsaldare il legame col territorio.

Un buon esempio quello che giunge da quella bandiera del made in Italy che risponde al nome di Ferragamo, marchio noto a livello mondiale che con Firenze ha stabilito un legame solidissimo sin dal 1927, quando il fondatore, Salvatore Ferragamo, originario dell’Irpinia, dagli USA, dove era approdato come emigrante, fece ritorno col titolo di calzolaio delle star. Le celebrità di Hollywood impazzivano per quel creativo che univa sapienza artigianale e stile: il mito della calzoleria italiana era nato.

Foto 2 - Sala 26 Uffizi

L’ACCORDO   

L’accordo sottoscritto questa mattina prevede, da parte della società Salvatore Ferragamo, l’erogazione di 600mila euro che la Soprintendenza ha deciso di destinare al programma di interventi per il rinnovo di otto sale all’inizio del Terzo Corridoio della Galleria degli Uffizi. Si tratta di lavori di riqualificazione che saranno appaltati secondo le procedure previste dal codice dei contratti pubblici e che prevedibilmente si concluderanno entro un anno.

Alla Salvatore Ferragamoha detto il Soprintendente Cristina Acidini –  va la massima gratitudine, per aver individuato nella Galleria degli Uffizi la destinataria di un gesto generoso e liberale, in omaggio all’energia ispiratrice dei sommi capolavori dell’arte anche nella creatività odierna”.

Collaborare con le istituzioni culturali e supportarne le attività a promozione dell’arte in tutte le sue forme e manifestazioni  – ha affermato Ferruccio Ferragamo, presidente del Gruppo è nel dna della Maison. Siamo lieti di riportare le sale degli Uffizi alla completa fruibilità, dotandole di una tecnologia particolarmente avanzata e restituendole nella loro bellezza ai cittadini di Firenze e a tutto il mondo”.

In un tempo che vede un progressivo deterioramento delle relazioniha aggiunto il Direttore della Galleria, Antonio Natali è di grande conforto il segno d’affetto che agli Uffizi viene da una celebrata firma fiorentina della moda. Ed è la città tutta a godere della generosità di alcuni suoi figli, che il mondo apprezza per quelle virtù estetiche che Firenze sa ancora tramandare”.

LA  “PICCOLA U”

Le sale dalla 25 alla 32 della Galleria degli Uffizi, che con le recuperate 33 e 34 formano una sorta di “piccola U” che origina e termina all’inizio del Terzo Corridoio, ospitavano dipinti del ‘500 fiorentino, veneto e lombardo, da Michelangelo a Lotto.

Seguendo il criterio di recupero degli ambienti esistenti attraverso l’adeguamento impiantistico, è stato deciso di intraprendere interventi di diversa natura riguardanti il trattamento dell’aria (condizionatori, deumidificatori), la sicurezza (sensori, barriere a raggi infrarossi, telecamere). ristrutturazione del pavimento dove necessario e rinnovamento dell’impianto di illuminazione.

I lavori di ristrutturazione museografica, in particolare la nuova illuminazione diretta delle opere, lasceranno intatta la facies degli ambienti museali del primo ‘900, caratterizzati da grandi lucernari a soffitto” ha detto Antonio Godoli direttore del dipartimento di architettura e museografia degli Uffizi e autore del nuovo assetto strutturale delle otto sale nell’ala di ponente-sud dell’edificio vasariano. Questi lavori si svolgeranno fuori dal contesto degli interventi per la realizzazione dei Nuovi Uffizi, anche perché la loro precedente ristrutturazione risale a circa 20 anni fa, cioè in seguito all’esplosione della bomba di via dei Georgofili che danneggiò maggiormente proprio quest’ala del complesso vasariano. Riprendendo il colore che caratterizza le sale degli Uffizi sin dalla numero 20 (che ospita opere, tra gli altri, di Andrea Mantegna, Jacopo Bellini e Antonello da Messina) anche dalla 25 alla 32 sarà il verde il leit motiv cromatico.

A fine lavori, le sale recuperate saranno dedicate al ‘400 fiorentino e ospiteranno circa 50 opere, un terzo di cui provenienti dalle stanze della riserva del museo. Curato da Daniela Parenti (Direttore del dipartimento pittura del Medioevo e primo Rinascimento degli Uffizi), il nuovo allestimento prevede dipinti di Ghirlandaio e Baldovinetti nella 25, di Cosimo Rosselli, Jacopo del Sellaio e di pittori delle botteghe fiorentine nella 26, di Filippino Lippi nella 27, di Piero di Cosimo e altri nella 28, di Perugino nella 29, di Lorenzo di Credi nella 30 e di Luca Signorelli nella 31 e 32.

 

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